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di Pierluigi Piccini
La riapertura della galleria Le Chiavi sulla Cassia restituisce alla Val di Paglia un collegamento essenziale. Non è soltanto una questione di viabilità locale: riguarda l’intero sistema di relazioni che collega l’Amiata e la Val di Paglia con Siena, con l’area di Orvieto, con Viterbo e, più in generale, con Roma.
Per mesi imprese, artigiani e operatori economici hanno dovuto fare i conti con deviazioni e percorsi più lunghi. Un mezzo commerciale costretto a percorrere circa trenta chilometri in più per viaggio può arrivare a sostenere, nell’arco di un anno, costi aggiuntivi di carburante superiori ai duemila euro. Per le aziende con più mezzi o con frequenti spostamenti tra Toscana, Umbria e Lazio il peso è stato ancora maggiore.
La riapertura della galleria, anche se per ora con senso unico alternato, riduce almeno in parte questi costi e restituisce continuità a un’arteria fondamentale per i collegamenti tra Siena e Roma.
In queste settimane però il tema delle infrastrutture si intreccia con quello dell’energia. A causa della guerra e delle tensioni internazionali il prezzo del gas è tornato a crescere rapidamente: dall’inizio dell’anno gli aumenti hanno raggiunto circa il 40%, con effetti rilevanti sulle bollette di famiglie e imprese.
Per un territorio montano come l’Amiata, dove la stagione di riscaldamento è più lunga, l’impatto è ancora più evidente.
È proprio nel confronto con il gas che emerge il valore di una risorsa locale come la geotermia. A Piancastagnaio il sistema di teleriscaldamento alimentato dal calore dell’Amiata consente agli edifici collegati di non dipendere dal gas di mercato e di avere costi energetici più stabili.
Strade efficienti ed energia accessibile restano due condizioni decisive per la tenuta delle aree interne. La riapertura della galleria Le Chiavi riduce i costi della mobilità tra Siena, Orvieto, Viterbo e Roma; la geotermia attenua invece l’impatto dei rincari energetici legati alla crisi internazionale.





