
Non potho reposare
8 Marzo 2026
Il centro sanitario Amiata adesso ha una nuova sede Maggiori servizi per tutto il comprensorio
8 Marzo 2026
A Siena succedono cose curiose. Di fronte a una crisi economica che riguarda lavoro, industria e turismo, il Comune ha trovato una soluzione istituzionale originale: affidare il tema delle attività produttive a un consigliere comunale.
Non a un assessore.
Non a una struttura amministrativa dedicata.
Non a un tavolo istituzionale con Regione e imprese.
A un consigliere comunale, per di più con una formula che merita di essere citata integralmente: “attività ausiliaria di studio, indirizzo, proposta e vigilanza”.
Tradotto: nessun potere decisionale.
Il consigliere non firma atti, non gestisce uffici, non ha bilancio, non ha strumenti amministrativi. Può studiare, suggerire, ascoltare. In pratica può fare ciò che ogni consigliere comunale già può fare per definizione.
E infatti la prima proposta è convocare gli “Stati generali delle attività produttive”. Anche qui siamo nel grande repertorio della politica italiana: quando non si sa bene quali leve usare, si organizza un incontro.
Il problema è che nel frattempo Siena non sta discutendo di teoria economica. Sta vivendo una fase delicata: aziende che riducono personale, settori produttivi in affanno, un’economia sempre più dipendente dal turismo e dagli eventi.
In questo contesto affidare la materia delle attività produttive a una figura che istituzionalmente non ha poteri operativi somiglia più a un gesto simbolico che a una scelta di governo.
Come se davanti a un incendio si nominasse qualcuno incaricato di studiare il funzionamento dell’acqua.
Naturalmente con grande passione e competenza.
Ma senza la pompa.





