
Sara Levi Nathan Patriota e filantropa Dal cinabro amiatino al cuore dell’Italia unita
10 Marzo 2026
Il governo sotto pressione: tra la guerra in Iran e il referendum sulla giustizia
11 Marzo 2026
Israele intensifica i bombardamenti su Beirut e sulla valle della Bekaa, colpendo anche il quartiere di Aisha Bakkar nella capitale libanese. Le comunità cristiane del sud del Libano pagano un prezzo crescente: un sacerdote è morto a Qlayaa per le ferite riportate, mentre i villaggi di Alma el-Chaab e Rmeich vengono evacuati. Il presidente libanese chiede negoziati diretti con Israele, mentre Tel Aviv fa sapere che l’offensiva contro Hezbollah proseguirà indipendentemente dall’esito del conflitto con Teheran.
Sul fronte iraniano, dopo dodici giorni di guerra, l’Iran ha lanciato quattro raffiche di missili contro il centro di Israele nella notte, mentre le IDF hanno condotto attacchi su larga scala a Teheran. Washington avverte Teheran: chiudere lo Stretto di Hormuz comporterebbe rappresaglie ancora più dure. Gli Stati Uniti dichiarano di aver già colpito sedici navi posamine iraniane nelle acque vicine alla rotta petrolifera. Un drone, attribuito a milizie filo-iraniane, ha nel frattempo colpito una struttura diplomatica statunitense in Iraq. A Baghdad circolano messaggi di avvertimento consegnati da paesi arabi e occidentali, con un “enorme dossier” che starebbe rimescolando gli equilibri politici.
Sullo sfondo, altri scenari inquieti: in Sudan le immagini documentano una strategia della fame sistematica contro la popolazione civile; a Cuba il malcontento si traduce in cacerolazos e assemblee studentesche, mentre un presunto accordo tra Washington e L’Avana — che prevederebbe apertura economica senza libertà politica — divide gli esiliati. In Germania i piloti Lufthansa scioperano per due giorni, mentre Volkswagen annuncia cinquantamila esuberi entro il 2030. Cina e Corea del Nord riaprono dopo sei anni il collegamento ferroviario passeggeri.





