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C’è qualcosa di potente e insieme di delicato nell’immagine che ha circolato nei giorni scorsi per annunciare la serata: una mano che attraversa le sbarre di una cella e regge una chitarra elettrica, rossa, libera. Accanto, un CD come un sole rotondo. Sullo sfondo, il profilo notturno di Siena. Non serviva altro per capire di cosa si trattasse.
Giovedì 12 marzo, a partire dalle 18, l’Enoteca Italiana alla Fortezza Medicea ha ospitato la serata conclusiva — o forse meglio dire il momento di apertura verso il mondo — del progetto InnocentEvasione. Una serata su invito, come recitava il manifesto, ma con una vocazione pubblica che non potrebbe essere più esplicita: portare fuori dal carcere la musica che dentro il carcere è nata.
InnocentEvasione è il nome del progetto, ma anche il nome di una scommessa. È nata nella Casa Circondariale “Santo Spirito” di Siena grazie al lavoro paziente e appassionato di LaLut — il Centro di Ricerca e Produzione Teatrale diretto da Ugo Giulio Lurini — che da anni conduce laboratori artistici e musicali dentro le mura del penitenziario senese. Da quella attività è emerso qualcosa di inatteso anche per chi ci lavorava: un gruppo musicale, i CellaMusica, che non assomiglia a nessun’altra formazione nel panorama italiano. Sul palco si trovano insieme ex detenuti, agenti della Polizia Penitenziaria, volontari, operatori e musicisti professionisti. Una composizione che in sé racconta già tutto: dentro e fuori, divisa e jeans, errore e seconda possibilità, messi a suonare insieme.
Il percorso ha avuto un’accelerazione decisiva nel 2024, quando è partita la campagna di crowdfunding — sostenuta dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso il programma Let’s Digital! e dalla piattaforma FeelCrowd — per finanziare la produzione di un disco. La risposta è andata ben oltre le aspettative: quasi 6.600 euro raccolti, contro un obiettivo iniziale di 3.000. La Fondazione MPS ha poi aggiunto il proprio contributo al superamento della soglia, e con i fondi eccedenti si è deciso di donare copie del disco alle scuole della provincia, portando il messaggio fin dentro le aule.
Il disco è stato registrato in parte nel teatro della stessa Casa Circondariale, in parte al Gorilla Punch Studio di Damiano Magliozzi. Brani originali e cover, con la partecipazione di Andrea Castelli della rock band italo-inglese Silver Horse. Un lavoro con ambizioni professionali, perché — come ha detto Sara Ceccarelli, coordinatrice del laboratorio e flautista della band — “la forza dell’iniziativa sta in questo: loro sono dentro, ma la musica esce.”
Il debutto pubblico era già avvenuto il 12 novembre 2025, alla Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati”, nel Saloncino del Teatro della Pergola di Firenze, dove il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani aveva parlato di arte in carcere come “atto civile, un ponte tra dentro e fuori, tra errore e possibilità.” Poi erano seguiti il concerto-cena solidale al Circolo ARCI di Ravacciano e la presentazione del disco alla Corte dei Miracoli. La serata di ieri alla Fortezza Medicea rappresenta un ulteriore passaggio: quello della legittimazione pubblica e istituzionale, in una sede che nella storia di Siena ha sempre avuto il sapore del riconoscimento.
Alle 18 gli interventi sul progetto, alle 20 l’aperitivo finale. In mezzo, il concerto dei CellaMusica. Una nota alla volta, verso la libertà — come recitava il sottotitolo del manifesto. Non è uno slogan. È una descrizione precisa di quello che succede quando qualcuno, privato della libertà fisica, trova nella musica una forma di evasione che non è fuga ma conquista. Innocente, appunto.





