
Il meccanismo
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C’è una cosa che i cittadini di Piancastagnaio fanno ogni mattina d’inverno senza pensarci: aprono il termosifone e la casa si scalda. Gesto banale, quasi invisibile. Ma dietro quel gesto c’è qualcosa che la maggior parte degli italiani non ha: un calore che non dipende da nessun gasdotto, da nessun pozzo petrolifero, da nessuna guerra.
Il Consiglio Comunale ha approvato il 30 dicembre scorso, con delibera n. 61/2025, le tariffe del teleriscaldamento geotermico per il 2026. Vale la pena fermarsi su questi numeri, perché parlano direttamente alle tasche di chi vive qui.
La tariffa residenziale è fissata a 0,080 euro per kilowattora termico, ma la normativa vigente riconosce ai nuovi utenti un credito d’imposta di 0,022 euro per ogni kWh di potenza impegnata, riconosciuto al gestore a beneficio dell’utente. Il costo netto reale per il cittadino scende quindi a 0,058 euro a kWh. Una famiglia che consuma mediamente 8.000 kWh termici in una stagione invernale — una stima ragionevole per un appartamento di medie dimensioni — spende con il teleriscaldamento geotermico circa 464 euro l’anno per scaldarsi e avere acqua calda. Una famiglia analoga in una città italiana qualsiasi, con una caldaia a gas, affronta oggi una bolletta che oscilla tra i mille e i milleseicento euro, in un mercato dove il prezzo ARERA ha raggiunto 0,376788 euro per metro cubo e le guerre — prima in Ucraina, ora in Iran — continuano a spingere le stime verso l’alto.
Ma il risparmio reale è ancora più grande di quanto questi numeri dicano. La rete di teleriscaldamento fornisce anche l’acqua calda sanitaria: quella che esce dal rubinetto del bagno, quella della doccia, quella della cucina. Chi è allacciato non usa più il boiler elettrico, non scalda l’acqua con la resistenza, non consuma kilowattora di elettricità ogni giorno per un’operazione che il calore geotermico fa da solo, a costo marginale. In un momento in cui anche la bolletta elettrica ha subito rincari significativi, questo si traduce in un risparmio aggiuntivo concreto, che può valere facilmente altre centinaia di euro l’anno. Mettendo insieme riscaldamento e acqua calda sanitaria, il vantaggio economico complessivo per una famiglia pianigiana allacciata alla rete si avvicina, o supera, il dimezzamento della spesa energetica domestica rispetto a chi dipende ancora da gas ed elettricità.
Per chi gestisce un albergo, un agriturismo, una struttura ricettiva, il vantaggio è ancora più marcato: la tariffa agevolata scende a 0,050 euro a kWh, una scelta deliberata di questa amministrazione per rendere il calore geotermico un fattore di competitività reale nel settore turistico. Riscaldare a costi contenuti e certi — e avere acqua calda abbondante senza dipendere da boiler elettrici o bruciatori a gasolio — significa poter pianificare, investire, offrire prezzi competitivi senza subire i capricci del mercato fossile.
Gli edifici pubblici — scuole, uffici, spazi comuni — pagano 0,022 euro a kWh. Meno di un quarto della tariffa residenziale. Ogni euro risparmiato sul riscaldamento degli edifici comunali è un euro che può andare altrove: ai servizi, alle persone, al territorio.
C’è poi un vantaggio che non compare in bolletta ma che si sente ogni giorno: l’aria. Il teleriscaldamento geotermico elimina caldaie, stufe a legna, bruciatori. Niente fumi, niente polveri sottili, niente odori di gasolio nelle strade del borgo. Chi vive al centro capoluogo respira aria più pulita di chi vive in molte città italiane ben più ricche e blasonate.
Resta da dire una cosa chiara: non tutti i pianesi sono ancora allacciati. Chi non lo è ancora può farlo con un contributo una tantum di 1.125 euro netti con sottostazione fornita dal gestore — grazie a un credito d’imposta di 705 euro previsto dalla normativa — oppure di 500 euro acquistando autonomamente la sottostazione nel rispetto delle specifiche tecniche. È un investimento che si ripaga in pochi anni, considerando il risparmio annuo combinato su riscaldamento, acqua calda e bolletta elettrica. Ogni famiglia che ancora scalda casa a gas o a gasolio — e scalda l’acqua con l’elettricità — sta pagando più del necessario. Sta pagando un prezzo deciso altrove, spesso in luoghi dove si combatte.
Il calore è qui. Sotto di noi. Da sempre. E costa meno di una guerra.





