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19 Maggio 2026Vince il Partito popolare, ma la sorpresa è Adelante
Elezioni in Andalusia Il blocco di destra perde 4 seggi, i socialisti 2
A prima vista, i risultati delle elezioni andaluse di domenica sono più o meno come ci si aspettava. Con 109 seggi in palio, il partito popolare è di nuovo arrivato primo, ma stavolta senza maggioranza assoluta e avendo perso qualche punto percentuale (hanno 53 seggi invece dei 58 di quattro anni fa); i socialisti hanno accusato un colpo leggermente più forte, e ottengono il loro peggiore risultato di sempre (28 seggi, meno 2 rispetto al 2022), Vox si mantiene terzo (15 seggi), guadagnando un seggio. E poi i due partiti di sinistra: la vera sorpresa è per Adelante Andalucía, il partito dalla forte radice territoriale andalusista e anticapitalista, che da solo fa un exploit di 8 seggi (ne avevano 2), mentre la coalizione di 7 partiti (fra cui la storica Izquierda Unida, Podemos e Sumar) che si chiamava Por Andalucía ed era capeggiato dal segretario di Izquierda Unida Antonio Maíllo ne mantiene a fatica 5, come nel 2022.
MA UNA LETTURA più attenta dei dati permette di vedere altro. Innanzitutto, il blocco di destra Pp-Vox ha perso 4 seggi. E li ha persi grazie alla crescita importantissima di Adelante Andalucía. Per il meccanismo di reparto dei seggi, il Pp e Vox hanno perso seggi proprio quando li ha guadagnati Adelante Andalucía. Hanno buon gioco a dire, come ha fatto il capolista José Ignacio García, detto “el gafa” per gli occhiali che porta, che sono stati loro a frenare l’ascesa della destra.
È la prima volta che la sinistra cresce in questa serie di elezioni regionali, e lo fa grazie a un partito che ha saputo canalizzare la rabbia con ricette di sinistra e – come sostengono loro stessi – con «un po’ di allegria». La difesa dei servizi pubblici, in particolare della sanità e dell’educazione (lui stesso docente, così come la precedente portavoce Teresa Rodríguez), dell’identità andalusa (spesso stigmatizzata in Spagna) e dell’eredità degli indignados (di cui si celebrano quest’anno proprio i 15 anni), un movimento in cui partecipò, nonché la battaglia a favore della Palestina – tutto sempre con un tono diretto ed efficace.
L’altro dato interessante è che la partecipazione è passata dal 56 al 65%, circa 500 mila voti in più. E, lasciando da parte le percentuali, si vede come tutti i partiti hanno guadagnato voti: il Pp 150 mila voti, il Psoe 60mila, Vox 80mila, Adelante Andalucía 230mila (più che raddoppiando i loro voti).
GLI UNICI A PERDERE voti sono stati la coalizione di Por Andalucía, la sinistra governativa di Izquierda Unida e Sumar, più Podemos: ne hanno persi 20 mila. Gli altri che ne hanno guadagnati ben 100 mila (ma senza ottenere seggi) sono il partito “Se acabó la fiesta”, un gruppo populista di destra che ha già ottenuto ben tre eurodeputati l’anno scorso nonostante un leader molto discusso, l’eurodeputato Alvise Pérez, sotto processo per corruzione e truffa, che diffonde menzogne e falsità in rete a centinaia di migliaia di followers. Erodendo la base elettorale di Vox.
Ora il vincitore Juan Manuel Moreno Bonilla dovrà anche lui trovare un accordo con Vox e la loro «priorità nazionale», cosa che avrebbe voluto evitare per non perdere la maschera di moderato del Pp. Confermando il totale fallimento della politica del suo capo, Alberto Núñez Feijóo, che avrebbe voluto l’affondamento del Psoe nelle votazioni regionali anticipate di quest’anno e che ha ottenuto invece di legare sempre più mani e piedi il suo partito a Vox. Anche se la sua ex numero due, l’ex ministra delle finanze María Jesús Montero, ha ottenuto il peggior resultato del Psoe in Andalusia (23%), Pedro Sánchez non ha nessuna intenzione di anticipare le elezioni e ha invece spinto sull’acceleratore, ora che il terreno è libero da nuove elezioni, per chiudere alcuni capitoli polemici.
PER ESEMPIO, in Catalogna: perché il suo leader regionale più importante, Salvador Illa, possa firmare un accordo per il budget regionale con Esquerra e i Comuns, il governo centrale dovrà fare diverse concessioni alla Catalogna in materia di gestione fiscale e di infrastrutture ferroviarie.





