
Piancastagnaio, l’arte trasforma la torre della Rocca Aldobrandesca in un osservatori
29 Marzo 2026
Piancastagnaio, art transforms the tower of the Rocca Aldobrandesca into an observatory
29 Marzo 2026
La neve è arrivata. Venti centimetri sulla vetta dell’Amiata, una coltre bianca che, in condizioni normali, avrebbe richiamato sciatori e famiglie per settimane. Invece la seggiovia “Pianello-Vetta” ha aperto i battenti a stagione quasi conclusa, con i permessi rilasciati solo l’altra sera, intorno alle diciotto. Un ritardo che non è un incidente di percorso, ma il sintomo di un sistema di governance degli impianti sciistici che non funziona.
L’iter dei permessi: chi doveva fare cosa
I permessi per l’utilizzo dell’infrastruttura sono stati rilasciati alla società Ais, gestore della pista della vetta, a ridosso della fine della stagione invernale, quando ormai la finestra utile per lo sci si era già in gran parte chiusa. Il dato politicamente rilevante è uno: l’apertura ha colto impreparati gli operatori. Non solo il gestore, ma l’intero sistema.
La responsabilità del gestore
La società Ais porta una responsabilità primaria sul piano operativo. In un comprensorio sciistico stagionale, il rilascio dei permessi non è una variabile imprevedibile: è una scadenza attesa, pianificabile, intorno alla quale si costruisce la logistica della stagione. Eppure gli operatori si sono trovati con una pista parzialmente sciabile e nessuna organizzazione pronta. Dentro i permessi sono contenute prescrizioni precise: seggiovia e ski-lift devono essere operativi da quando c’è neve, apertura obbligatoria ogni giorno fino a tutto aprile. Questa clausola, fino a oggi regolarmente disattesa secondo quanto denunciato dagli operatori locali, configura un inadempimento sistematico che le istituzioni competenti avrebbero dovuto già sanzionare.
Il Comune ha competenza diretta sulla vicenda: i permessi sono stati rilasciati dal Comune stesso, e la tempistica solleva una domanda legittima sull’efficienza dell’iter istruttorio. Si è ora impegnato a emettere un bando per un nuovo ski-lift — annuncio che, nel contesto di una stagione appena sprecata, suona come promessa a lungo termine anziché risposta al problema presente. Il sindaco Volpini dichiara fiducia. Gli operatori sperano. Ma la speranza, in assenza di un cronoprogramma preciso e di responsabilità chiaramente assegnate, è una categoria amministrativa fragile.
La stagione che poteva essere
L’Amiata ha avuto neve. Non sempre succede, e quando succede è un’opportunità economica per l’intero comprensorio. Quella neve è caduta su una struttura con i permessi ancora fermi in un cassetto. La stagione invernale 2025-2026 sul versante senese si chiude così: con venti centimetri sulla vetta e un impianto che ha aperto in ritardo, senza una risposta istituzionale che spieghi perché.





