
Il battitore e la cinghia
3 Giugno 2026
SIENA Con il concerto di Nada di sabato 6 giugno, prende il via il calendario di appuntamenti organizzati dall’Enoteca Italiana al bastione San Filippo della Fortezza Medicea. Si chiama «Messaggi in bottiglia» e si proseguirà per altri due sabati: il 13 il «Live Poetry» di Lorenzo Maragoni e il 20 con Magalì Sare e Manel Fortia. Diciamo che l’Enoteca Italiana, vista la storia alle spalle e la particolarità della sede, gioca la carta della raffinatezza anche nelle scelte artistiche. Un bel biglietto da visita anche per tutti coloro che non frequenteranno questi storici saloni per la sola attrattiva delle degustazioni di vini. Un particolare contributo al calendario di eventi che la città offre: Nada Malanima è una delle poche interpreti italiane che ha attraversato indenne epoche, mode e tendenze. Dalla giovanissima sorpresa di «Ma che freddo fa» alla maturazione di una cantautrice sempre giovane nelle proposte che ha scelto di fare. Cantante popolare e indie allo stesso tempo. Quasi nessuno può permettersi simili paragoni. Già nel 1973 con la scelta di interpretare Piero Ciampi si mostrò amabilmente controcorrente, poi tante proposte musicali, per niente confusa dai successi come «Amore disperato», imbocca il percorso cantautorale con l’album «L’anime nere» e continua con «Guardami negli occhi», dove si affida alla produzione di Mauro Pagani, per poi proseguire sempre con grande coerenza, senza gesti eclatanti, conquistandosi anche i giovani con dischi grintosi come «L’amore devi seguirlo» e il più recente «La paura va via da sé se i pensieri brillano». Accanto a lui, alla chitarra, un chitarrista legato al nostro territorio, Andrea Mucciarelli, già allievo di Siena Jazz, fucina di grandi compositori e musicisti. Possiamo dire che l’evento di Nada apre non solo un calendario ma anche un particolare modo di offrire concerti che a Siena manca. Mettendo insieme nomi con un palcoscenico adatto ad un pubblico che si seleziona da solo, dove l’idea si accompagna allo stile. Con la speranza che la raffinatezza torni ovunque di moda, cerchiamo di vivere questa rassegna all’Enoteca Italiana: magari da qui si potrà stare al gioco di una buona abitudine per circostanziati appuntamenti. Dal centro ci si arriva a piedi, a pochi metri ci sono i parcheggi. Cosa di meglio?
Massimo Biliorsi





