
La geotermia abbatte la CO₂ da combustione; a Piancastagnaio quella naturale la intercetta Nippon Gases
12 Settembre 2026
Un distretto per Piancastagnaio: perché, e che cosa può cambiare
12 Settembre 2026Quasi 12 chilometri per servire 417 utenze del paese amiatino Quattromila tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno
PIANCASTAGNAIO Quasi 12 chilometri di rete, 417 utenze, 4mila tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno. Sono i numeri della relazione finale sull’estensione del teleriscaldamento di Piancastagnaio, alimentato interamente dal calore geotermico della centrale della Rota. Un dato che misura, in modo concreto, cosa significa riscaldare un paese senza bruciare combustibili fossili. I lavori hanno superato le previsioni di progetto: dai sette chilometri di rete inizialmente stimati si è arrivati a quasi dodici, dai 385 allacciamenti previsti a oltre 400. Oggi il sistema serve circa 270mila metri cubi di edifici, con un risparmio di 1.500 tonnellate equivalenti di petrolio ogni anno — emissioni che sarebbero uscite soprattutto dalle caldaie a gasolio e GPL. Su una durata pluridecennale dell’infrastruttura, le tonnellate di CO₂evitate arriveranno a decine di migliaia. «Il teleriscaldamento è un’opera strategica per Piancastagnaio, non solo per le famiglie e le attività che ne beneficiano, ma per il valore ambientale che porta con sé — sottolinea il sindaco Franco Capocchi —. La geotermia è una risorsa del nostro territorio: dobbiamo continuare a utilizzarla in modo sempre più efficiente, trasformandola in un’opportunità per la comunità». La rete non è stata semplice da realizzare: roccia, sottoservizi non mappati, una zona da mettere in sicurezza dopo una frana, il rincaro dei materiali e la difficoltà a reperire imprese specializzate. Ostacoli superati, che oggi consegnano un’infrastruttura completa e pienamente operativa. «Il completamento della rete ci permette di guardare oltre l’infrastruttura — spiega l’assessore Pierluigi Piccini —. Il teleriscaldamento può diventare uno degli elementi attorno a cui costruire il rilancio del centro storico, dove l’efficientamento energetico accompagna la valorizzazione degli edifici. E dobbiamo ottimizzare l’utilizzo della CO₂ presente nei fluidi geotermici: trasformare una componente naturale del processo in una risorsa. L’obiettivo è una filiera territoriale che tenga insieme energia, ambiente, innovazione e sviluppo economico». Accanto alle centrali opera Nippon Gases, in partnership con Enel Green Power: intercettala CO2 disciolta nei fluidi geotermici prima che salga in atmosfera, la purifica e la liquefa per gli usi alimentari, delle bevande e farmaceutici. Usare la geotermia riducendo il carbonio che finisce nell’aria. Per un piccolo comune dell’Amiata, il risultato non si misura solo nei chilometri di tubazioni ma nelle 4mila tonnellate di CO₂che ogni anno non vengono più prodotte.





