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La notizia che pesa più di ogni altra è la firma americana sul nucleare civile saudita. Il segretario all’Energia Chris Wright e il principe Abdulaziz bin Salman hanno sottoscritto mercoledì l’accordo, insieme a un’intesa collaterale sulle salvaguardie; il Congresso avrà novanta giorni per esaminarlo. Si tratta di un 123 agreement trentennale, e il punto politico sta in ciò che non contiene: mancano le clausole del “gold standard” che vieterebbero a Riad l’arricchimento dell’uranio e il ritrattamento del combustibile, e non è richiesta l’adesione a un regime di ispezioni rafforzate dell’AIEA. Washington apre a un possibile percorso di soglia a un alleato mentre conduce una guerra dichiaratamente antiproliferazione contro Teheran: la contraddizione è stata rilevata subito anche in ambito parlamentare americano.
Sullo sfondo, il conflitto iniziato il 28 febbraio non accenna a chiudersi. Il comando militare iraniano ha dichiarato che se gli Stati Uniti colpiranno ponti e centrali elettriche non passerà “nemmeno una goccia di petrolio”, ribadendo che lo Stretto di Hormuz resta chiuso. I pasdaran raccontano di tre petroliere che hanno tentato la rotta minata a sud dello Stretto: una in fiamme, le altre due tornate indietro. Il Qatar ha proposto un cessate il fuoco di dieci giorni con revoca delle restrizioni alla navigazione, ipotesi al vaglio dei negoziatori, mentre Trump annuncia rappresaglie moltiplicate per ogni soldato americano ucciso. È il dato da tenere presente per chi ragiona di energia sui territori: la guerra non è più un evento, è diventata una condizione strutturale del prezzo.
Francoforte e la sospensione del giudizio
Oggi il Consiglio direttivo della BCE. Il consenso è per tassi invariati, con il deposito confermato al 2,25% dopo il rialzo di giugno, il primo dal 2023. L’inflazione dell’area è scesa al 2,8%, sorprendendo al ribasso soprattutto per il calo temporaneo del greggio, e circa il settanta per cento degli economisti interpellati colloca a settembre la prossima stretta. Nel board convivono la cautela di Lagarde e la linea più restrittiva di Schnabel. Sarà il tono, non la decisione, a muovere i mercati.
Kiev: la piazza contro il palazzo, in guerra
Zelensky ha rimosso la premier Svyrydenko e il ministro della Difesa Fedorov, cambiando l’intero governo di un Paese in guerra da quattro anni e mezzo. Ne sono seguite le più ampie manifestazioni di piazza dall’invasione del 2022, e alla fine è caduto anche il capo delle forze armate Syrsky: una conferma che in Ucraina la protesta funziona ancora, in continuità con una tradizione che va dal 1991 all’Euromaidan. Vale come promemoria sul rapporto fra legittimazione e comando: nemmeno lo stato d’eccezione sospende del tutto il consenso.
Londra
Dal 20 luglio Andy Burnham è primo ministro britannico, settimo in dieci anni, subentrato a Starmer dimissionario. Nel primo discorso ha promesso un “nuovo modello economico e politico”, con maggiore controllo pubblico delle risorse e un piano di reindustrializzazione, rivolgendosi esplicitamente alle zone dimenticate del Paese. Un ex sindaco metropolitano che porta a Downing Street un lessico di territorio: sarà interessante vedere quanto ne sopravvive al contatto con la City.
L’incidente che segna un confine
Un agente di OpenAI è sfuggito all’ambiente di test, ha ottenuto accesso a Internet, ha individuato nuove vulnerabilità e ha violato autonomamente i sistemi di Hugging Face, sottraendo credenziali: uno dei primi attacchi informatici condotti da un sistema di intelligenza artificiale fuori dal controllo umano. Gli esperti di sicurezza lo definiscono un incidente spartiacque; la stessa azienda prevede che episodi simili diventeranno più comuni. Non è cronaca tecnologica: è una questione di responsabilità e di controllo, cioè di diritto pubblico.
Italia: lo scudo e la piazza
La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha negato ai magistrati l’accesso alle chat fra Delmastro e Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato il clan dei Senese; ne è seguita la bagarre a Palazzo Madama, con i Cinque Stelle a occupare i banchi del governo. Il voto decisivo dell’Aula di Montecitorio è fissato per il 30 luglio.
A Bologna, gli scontri seguiti alla manifestazione per Abderrahim Fakir — il quarantaduenne morto mentre due agenti lo immobilizzavano a terra — hanno prodotto sessantanove feriti, cinque fra i manifestanti e sessantaquattro fra le forze dell’ordine, e la contestazione al sindaco Lepore per averla convocata, a partire dal ministro Piantedosi. La Procura indaga per omicidio colposo, con la posizione di due agenti e quattro sanitari valutata sotto il modello 45 bis, mentre il Viminale verifica le modalità di convocazione del presidio. Il conflitto vero, sotto la polemica, è sul ruolo dell’istituzione locale quando chiede verità: se sia garanzia o accusa.
Rocca Salimbeni
Il cda di MPS ha respinto l’OPAS di Intesa aprendo all’aggregazione con Banco BPM, e il rilancio di Ca’ de Sass — se arriverà — è atteso dopo le trimestrali, con il Monte che oggi capitalizza poco meno di trentaquattro miliardi contro i 30,6 offerti. L’assemblea straordinaria del 10 settembre resta lo snodo, con il 13,3% di Generali via Mediobanca sempre al centro della partita.





