
Moment Of Surrender
20 Luglio 2026
Un comunicato non Γ¨ una clausola
20 Luglio 2026VenerdΓ¬ 24 Luglio ore 18.30 Chiesa del Sacro Cuore β’ frazione Casa del Corto β’ Piancastagnaio (Si) πππππππ ππ ππππππ

Ci sono musiche che si ascoltano e musiche che accadono. Il canto a tenore appartiene alla seconda specie. Quattro uomini si dispongono in cerchio, vicini fino a sfiorarsi, rivolti l’uno verso l’altro e non verso chi sta seduto ad ascoltare: giΓ in questo gesto β che a un pubblico abituato al palcoscenico puΓ² sembrare quasi una scortesia β Γ¨ contenuto tutto il senso della cosa. Il cerchio non esclude, dichiara semplicemente che il canto non nasce per essere esibito. Nasce per essere fatto, tra pastori, la sera, nei cortili e nelle piazze della Barbagia, e chi assiste Γ¨ ammesso a qualcosa che continuerebbe comunque anche senza di lui.
Le voci sono quattro e hanno nomi che sono anche funzioni. Sa boche porta la parola, il testo poetico, il verso. Sa mesu boche le sta accanto e la sostiene con un timbro chiaro. Sotto, bassu e contra producono quel suono gutturale, vibrante, quasi minerale, che Γ¨ la vera anomalia del canto a tenore e che nessuna scuola di musica occidentale sa spiegare fino in fondo: un impasto che la tradizione fa risalire ai suoni della campagna β il bue, la pecora, il vento β e che all’ascolto sembra provenire meno dalle gole che dal terreno. L’UNESCO lo ha iscritto nel patrimonio immateriale dell’umanitΓ , riconoscimento che ha il pregio di proteggere e il rischio di musealizzare. I Tenores di OrΓ²sei sono tra i gruppi che hanno dimostrato che la seconda cosa non Γ¨ inevitabile: hanno portato questa pratica nei teatri e nei festival di mezzo mondo senza addolcirla, senza renderla presentabile, mantenendo intatta la ruviditΓ che ne Γ¨ la sostanza.
Ospitarli qui non Γ¨ un esotismo. Γ il riconoscimento di una parentela. Anche la nostra Γ¨ terra di canto collettivo, di voci che si riconoscono per appartenenza prima che per bravura, di un rapporto tra suono e comunitΓ che non passa dal concerto ma dalla vita ordinaria. Chi conosce la differenza tra un canto che si esegue e un canto che si condivide capirΓ immediatamente cosa sta ascoltando. E capirΓ anche perchΓ© quei quattro uomini si guardano tra loro: perchΓ© il pubblico, in fondo, Γ¨ arrivato dopo.
Un’ora di musica che non consola e non intrattiene. Fa qualcosa di piΓΉ raro: ricorda che la voce umana, prima di diventare arte, Γ¨ stata un modo di stare insieme in un luogo.





