
Guerre au Liban : Nos reportages, nos analyses, nos éditos
7 Marzo 2026
«Economie globali a rischio»: dal Golfo l’allarme energia
7 Marzo 2026DISPACCI DAL PRESENTE
Tre notizie, un’unica trama
I. L’Iran gioca la carta del suicidio controllato
L’Iran esce dal 2025 a pezzi ma in piedi. Iran International Questa è la chiave di tutto. Teheran sta leggendo la propria sopravvivenza alla guerra con Israele non come una sconfitta, ma come una prova superata — e ne trae non moderazione, bensì audacia crescente. Iran International La logica è perversa ma coerente: se non sei morto, sei più forte.
L’Iran di oggi è più debole, più isolato, più costretto di quanto non fosse anche solo un anno fa — ma è anche più disperato. Gulf International Forum E la disperazione, nella geopolitica come nella vita, produce le scelte più imprevedibili. Imporre costi altissimi a Washington, ai vicini e all’economia globale è la strategia di sopravvivenza del regime. Brookings Non è irrazionalità: è il calcolo di chi non ha più nulla da perdere nella moderazione.
Nel frattempo, a Isfahan, su uno scheletro d’acciaio sopravvissuto ai bombardamenti israeliani, tra dicembre 2025 e gennaio 2026 è stato costruito un nuovo tetto. La struttura riproduce le caratteristiche architettoniche dell’impianto di produzione di centrifughe di Karaj — apparentemente ricostruita per nascondere ai satelliti la produzione di rotori e soffietti. Alma Research and Education Center Sotto le macerie, si ricostruisce. È la logica della talpa, non dell’aquila.
Diversi servizi di intelligence segnalano che l’Iran ha aumentato l’arricchimento dell’uranio fino al 90%, come misura estrema per scoraggiare un cambio di regime. SpecialEurasia La bomba come polizza assicurativa. Il paradosso è che più la usano come deterrente, più accelerano la propria distruzione.
II. Il cancro insegna all’immunologia
Una notizia passata quasi inosservata, eppure capace di cambiare la vita a più di un milione e mezzo di persone nel mondo. Gazyva, un farmaco anticancro di Roche che aveva ricevuto la prima approvazione nel 2013 per la leucemia linfatica cronica, ha ora ottenuto dall’FDA l’autorizzazione per trattare la nefrite lupica — una delle complicanze più devastanti del lupus eritematoso sistemico. MedCity News
Il meccanismo è elegante nella sua brutalità. Il farmaco agisce depleting i linfociti B, un tipo di cellule immunitarie, legandosi alla proteina CD20 presente sulla loro superficie e innescando meccanismi che portano alla morte cellulare. Le cellule B anomale alimentano i tumori del sangue — ma alimentano anche l’infiammazione persistente che distrugge i reni nei pazienti con lupus. MedCity News
È la stessa molecola, la stessa azione, due nemici diversi. La scoperta che il cancro e l’autoimmunità condividano architetture biologiche simili è una delle rivoluzioni silenziose della medicina contemporanea. Ricercatori tedeschi guidati da Georg Schett hanno già portato una giovane donna con lupus gravissimo — organi in cedimento — alla remissione completa attraverso la terapia CAR-T, nata anch’essa dall’oncologia. Statnews La donna ha smesso tutti i farmaci. Il lupus non è scomparso: si è dimenticato di esistere.
La frontiera si sposta: non più sopprimere i sintomi, ma riprogrammare il sistema immunitario. Per la prima volta, una remissione duratura sembra una possibilità reale. Drug Target Review
III. Il New Yorker regala a Trump la copertina che voleva
Barry Blitt ha disegnato per il New Yorker una copertina intitolata “War-a-Lago”: Trump in posa militare, con il casco di Patton, la pipa di pannocchia di MacArthur, gli stivali e i pantaloni alla cavallerizza. Twitchy L’intenzione era satirica. Il risultato, come già accaduto altre volte con la satira di sinistra diretta a Trump, è stato l’opposto.
Sui social, la reazione immediata è stata: “Non riesci a non farlo sembrare figo.” E ancora: “Patton e MacArthur finirono entrambi come vincitori molto amati.” Twitchy
È il problema strutturale della satira nell’era della post-ironia: i simboli non obbediscono alle intenzioni. MacArthur — il generale che attraversò il Pacifico, liberò le Filippine, ricevette la resa giapponese — è nell’immaginario americano un’icona del trionfo assoluto, non dell’arroganza da punire. Patton è il generale che i tedeschi temevano di più. Metterli su Trump equivale a fare quello che ogni suo ufficio di comunicazione avrebbe sognato.
Trump stesso, anni fa, aveva pronunciato la formula: “Troverò il mio Patton, troverò il mio MacArthur.” Il New Yorker gli ha consegnato la copertina che lui stesso avrebbe ordinato.
Filo comune
Tre storie apparentemente distanti. Ma c’è qualcosa che le attraversa: il paradosso del significato che si rovescia. L’Iran sopravvive alle bombe e ne trae forza. Il farmaco pensato per uccidere le cellule cancerose impara a guarire. La satira pensata per umiliare finisce per esaltare.
Il presente non funziona mai come previsto. Forse è questa la sola regola che tiene.





