
Medio Oriente in fiamme, il mondo trattiene il respiro
11 Marzo 2026
Frappe israélienne, à l’aube, sur le quartier de Aïcha Bakkar, dans le centre de Beyrouth
11 Marzo 2026
Oggi, 11 marzo, Giorgia Meloni si presenta alle Camere per rendere conto di una settimana politicamente tormentata. La premier parlerà prima al Senato e poi, dalle ore 15, a Montecitorio, anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo del 18 marzo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Sky TG24 Un appuntamento che le opposizioni hanno strappato dopo giorni di pressing: Conte, Fratoianni e Renzi avevano accusato Meloni di snobbare il Parlamento preferendo un’intervista radiofonica a una presenza in aula. LA NOTIZIA
La posizione del governo sull’Iran rimane volutamente ambigua. La premier ha ribadito che l’Italia non è in guerra e non intende entrarci, senza tuttavia esprimere una valutazione netta sull’attacco condotto da Usa e Israele a Teheran. Avvenire A ventiquattr’ore dalle comunicazioni parlamentari, Meloni non aveva ancora trovato la “chiave di lettura” per governare la discussione anziché subirla, e quel «non condivido né condanno» non poteva durare a lungo. Avvenire Nel frattempo Tajani e Crosetto erano stati duramente attaccati dalle opposizioni durante le audizioni parlamentari della settimana scorsa, con il ministro della Difesa finito in imbarazzo per le versioni contraddittorie fornite sulla sua presenza a Dubai al momento dei bombardamenti. LaC News24
Sul fronte interno, la crisi internazionale si intreccia pericolosamente con il referendum sulla riforma della magistratura, in programma il 22 e 23 marzo. I sondaggi mostrano da settimane una crescita continua del “no”: l’istituto Ixè ha dato per la prima volta il sorpasso dei contrari al 53%, mentre per gli altri istituti il sì è ancora in vantaggio ma con margine sempre più risicato. Askanews La Lega ha intanto iniziato a fare pressing per tornare al gas russo, mentre Putin si offre come “calmieratore” del mercato energetico trovando sponsor trasversali nelle cancellerie europee. Avvenire Il governo studia misure di emergenza energetica: tra le ipotesi c’è l’attivazione del meccanismo delle “accise mobili”, per cui parte dell’extra-gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi verrebbe usato per ridurre temporaneamente le accise sui carburanti. Today





