
Tutto si gioca su Trieste
25 Giugno 2026
COMUNICATO — Per Siena
25 Giugno 2026
di Pierluigi Piccini
Ieri, nella seduta straordinaria sul Monte, il consiglio comunale ha fatto propria una linea: che la tutela di Siena passi non dalle dichiarazioni ma dal golden power, l’unico strumento capace di trasformare un’appartenenza in vincolo scritto. Annoto soltanto una cronologia, senza ricavarne nulla.
L’argomento è più vecchio dell’OPAS. Nel marzo 2024, scrivendo di tutt’altri dossier, avevo segnalato l’uso a corrente alternata di quel potere — esercitato qui, negato là, senza che i criteri fossero mai chiariti. Nel giugno 2025, ragionando del risiko intorno a Mediobanca, lo avevo indicato come il vero filtro pubblico rimasto, ricordandone anche le ambiguità: impugnato senza esitazione contro l’assalto di Unicredit al Banco, poi riposto nel cassetto quando l’attore da fermare cambiava nazionalità.
Poi l’OPAS. Lunedì 9 giugno l’offerta di Intesa ha dato corpo a ciò che era ancora rumore. Nei giorni immediatamente successivi, mentre si proponeva un tavolo interistituzionale destinato a girare a vuoto, ho scritto che la leva c’era e non la si nominava: si chiama golden power, e la catena Monte–Mediobanca–quota Generali ne è il terreno d’elezione. Da lì la tesi è entrata in una serie di interventi, sempre con lo stesso perno e lo stesso metodo: il potere speciale si attiva in ragione dell’oggetto strategico, non della forma dell’operazione; non è un’arma identitaria, non difende un nome; e per renderlo utile al territorio bisogna fare l’unica cosa che funzioni, tradurre — riscrivere le ragioni di Siena nel lessico che lo strumento sopporta. Con il paradosso amaro che ne discende: l’unico arnese capace di vincolare difende Siena soltanto se smette di chiamarla Siena.
Vedere quella linea diventare, ieri, un testo del consiglio non può che farmi piacere. Non per un merito — che non rivendico — ma perché un ragionamento solitario è diventato una posizione della città. È il destino migliore che possa toccare a un’idea: cessare di essere opinione di qualcuno e farsi delibera di tutti.





