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30 Giugno 2026Pnrr, tempo scaduto: completato il 75%dei progetti in Toscana«Il piano è stato il traino, contraccolpi nel breve»
Maggiori difficoltà nei piccoli Comuni, ma probabili le proroghe
Sciclone (Irpet): senza questi investimenti recessione quasi certa
Il cerchio rosso sul calendario segna la data di oggi già da anni: 30 giugno 2026. Il conto alla rovescia del Piano nazionale di ripresa e resilienza — Pnrr — è terminato. E la Toscana arriva al traguardo con sette progetti su dieci conclusi. Ma la corsa, in qualche modo, non è ancora finita, dato che con il passare dei mesi la scadenza è divenuta un po’ più «elastica», con proroghe e deroghe che sono già all’orizzonte. Il bilancio dei freddi numeri, tuttavia, dovrà fare i conti proprio da domani con uno spettro sempre più concreto: quello del rimbalzo negativo sull’economia Toscana, che nell’immediato potrebbe subire un «contraccolpo» importante e influire molto sui ritmi di crescita già bassi.
Secondo i monitoraggi della Regione — aggiornati al 26 giugno scorso — i progetti finanziati sono stati 43.954: il 95,5% è stato avviato, i lavori sono partiti praticamente ovunque (98,7%), ma solo il 75,9% degli interventi è stato completato e consegnato come prevedeva il piano. Tradotto: quasi tre opere su quattro sono ormai concluse, mentre poco più di un quarto resta ancora da chiudere. E molti di questi, come detto, usufruiranno di almeno due mesi di proroga — fino al 31 agosto — che il governo ha concesso per la presentazione dei collaudi e delle documentazioni di rendiconto. Dei progetti ancora aperti in Toscana, la gran parte pare comunque essere nella fase finale: secondo il monitoraggio aggiornato il 79,49% dei lavori avviati è ormai alla conclusione, mentre il 17,66% è ancora in piena esecuzione. A soffrire, sempre a giudicare dai dati a disposizione dei tecnici, sono come previsto i piccoli Comuni. Che proprio in vista della data di oggi hanno chiesto all’esecutivo — ottenendolo — tempo ulteriore per la rendicontazione (con problemi legati alla burocrazia) e flessibilità sui tempi. Nell’ambiente governativo si parla di scadenze che si potrebbero protrarre «anche fino a fino anno», nonostante manchi il vaglio ufficiale. Paiono infine residuali le quote di lavori fermi alla progettazione, all’affidamento o alla stipula dei contratti: qualche decina di progetti che, a questo punto, non verranno mai realizzati, almeno con il finanziamento europeo.
La fotografia restituisce l’immagine di un gigantesco cantiere diffuso. Dalle scuole agli impianti sportivi, dagli asili alla sanità territoriale, fino agli interventi per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. È la Missione 1, dedicata a digitalizzazione, innovazione, cultura e turismo, a raccogliere quasi la metà degli interventi realizzati: 47,2% del totale. Seguono la Missione 2, dedicata alla transizione ecologica e alla rivoluzione verde (29%), e la Missione 4, che riguarda scuola, università e ricerca (16,7%). Più contenuto il peso delle altre missioni, dedicate a inclusione sociale, salute e infrastrutture.
La domanda sullo sfondo è però quella che riguarda l’economia regionale: saprà trarre un vero vantaggio dalla più importante iniezione degli ultimi decenni di risorse per investimenti pubblici? «Il Pnrr — spiega l’economista Nicola Sciclone, direttore dell’Irpet — ha sostenuto in questi anni quasi totalmente il profilo di crescita della regione, che altrimenti sarebbe potuta andare incontro alla recessione. Sono stati proprio gli investimenti e non i consumi, a generare questo segno». E poi la previsione: «Per questi motivi il contraccolpo negativo, nel breve periodo, è quasi certo». Per stemperare questa considerazione fosca, Sciclone cita però un dato che sarà misurabile in futuro: «Il progresso che hanno prodotto questi investimenti in termini di efficienza è da tenere in considerazione: gli effetti di medio e lungo periodo potrebbero essere positivi e il contraccolpo potrebbe essere attenuato dal ritmo di crescita maggiore».
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale la provincia di Firenze ha assorbito quasi un quarto dei progetti (24,34%), davanti a Pisa (14,68%), Arezzo (10,86%), Lucca (9,46%) e Siena (9,18%). Seguono Pistoia, Livorno, Grosseto, Prato e Massa-Carrara. Colpisce anche la dimensione economica degli interventi. Quasi il 43% riguarda opere di importo inferiore ai 40 mila euro, segno di una forte diffusione di piccoli interventi sui territori, mentre un terzo si colloca nella fascia tra 100 e 500 mila euro. Sono invece molto meno numerosi i grandi cantieri «milionari» che però assorbono una parte consistente delle risorse.





