
Casa del Corto, il canto dei Tenores di Orosei chiude “La Bella Stagione”
22 Luglio 2026




Domenica 26 luglio, alle 18.30, lo Spazio Dante Cappelletti ospita una tappa del Chigiana International Festival & Summer Academy 2026. In programma un Gran galà d’Opera con gli allievi del corso di canto di William Matteuzzi, accompagnati al pianoforte da Francesco De Poli.
Quattordici voci: i soprani Aleksandra Magdalena Bednarz, Marina Chamedes, Lucia Pagano, Andjela Spaić, Annapaola Trevenzuoli e Nicoletta Zappa; i tenori Stefano Colucci e Giovanni Petrini; i baritoni Tamon Inoue e Gianandrea Navacchia; i basso-baritoni Adelion Kola e Nicola Patat; i bassi Kevin Baliviera e Paolo Castellari. Provenienze diverse — Italia, Polonia, Serbia, Albania, Giappone — che danno la misura di cosa sia oggi l’Accademia Chigiana come luogo di formazione.
Il festival di quest’anno si intitola Isole. Il tema regge bene la trasferta sull’Amiata, che è un’isola geologica prima che culturale: un cono vulcanico isolato in un sistema di colline, con una storia sua, tempi suoi, un rapporto con il lavoro e con il sacro che non coincide con quello della Val d’Orcia o delle Crete.
Sul decentramento dei festival conviene essere precisi. Non si tratta di portare la cultura dove non arriverebbe: è una descrizione paternalistica e sbagliata. Si tratta di uno scambio a due direzioni. Il festival trova un ascolto che a Siena non ha, in uno spazio privo del peso rituale di una sala da concerto. Il paese ospita una pratica esigente, non adattata a un presunto gusto locale.
Il criterio per valutare un’operazione così non è il numero di presenze della serata. È la continuità: se torna, se genera abitudine, se nel tempo costruisce un pubblico che prima non c’era. Le politiche culturali dei piccoli comuni falliscono quasi sempre allo stesso modo, accumulando eventi isolati e investendo nella loro promozione più che nella loro qualità. L’alternativa è meno visibile nell’immediato: rapporti stabili con istituzioni che hanno competenza riconosciuta, un calendario che si ripete, luoghi che diventano familiari.
L’opera allo Spazio Dante Cappelletti a luglio, il jazz alle Fonti di Borgo a fine agosto con il Fonti Jazz Festival: due linguaggi diversi, due luoghi diversi dello stesso paese, nessuno dei due semplificato per l’occasione.
Ingresso libero.