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16 Ottobre 2026IL COMO’
Il vuoto si abita: come si sta in una stanza da cui qualcuno è uscito
Pierluigi Piccini
Nel comò c’è un cassetto che tengo vuoto, ed è il più usato. Lo apro quando cerco una cosa che non c’è, e ogni volta mi accorgo che il vuoto ha una sua forma: quella esatta di ciò che conteneva. Una chiave senza serratura ha una forma, e anche il segno chiaro che resta sul legno dove stava un oggetto.
Ci insegnano a riempire. Il vuoto sembra una dimenticanza dell’arredatore, uno spazio che aspetta una cosa, un rumore, una persona. Esistono però modi più antichi di guardarlo. In certe tradizioni d’Oriente la tazza serve per la parte che non c’è: l’argilla la sagoma, ma si beve dove l’argilla manca. La stanza vale per l’aria che contiene, e un flauto suona perché è cavo. In giapponese c’è una parola per l’intervallo che sta tra due cose e le fa esistere come tali, una pausa che non è assenza. Senza quello spazio la musica sarebbe rumore, e una frase un blocco di lettere.
Abitare il vuoto non vuol dire farselo piacere, né dichiararlo bello a comando. Vuol dire smettere di trattarlo come un guasto. Il primo istinto è riempirlo di fretta, con rumore, compagnia, lavoro, qualunque cosa abbia peso. Funziona per un’ora, poi il vuoto torna con la stessa forma, e un poco più offeso. Chi lo abita impara invece a muoversi con il corpo dentro quella forma: attraversa la stanza senza urtare, sa dove la luce cade alle sei del mattino, riconosce il silenzio che ha un suono diverso da quello di prima.
Il vuoto che lascia chi se ne va non è nemico di chi resta. È la prova più precisa che qualcuno ha occupato quello spazio con attenzione, per anni, e che quell’attenzione ha lasciato un segno. Un posto che nessuno ha mai riempito non si sente. Questo si sente, ed è la sua misura.
Credo che il lavoro sia questo: lasciare che il cassetto resti aperto, e imparare a non avere paura della sua profondità. Un giorno, senza accorgersi del momento, ci si trova a metterci dentro altre cose, una alla volta, e il vuoto resta il vuoto lo stesso, solo più abitato.





