
Il Parco è la sua rete di siti. Nota alla luce dell’atto costitutivo e dello Statuto
13 Settembre 2026
La sfida di un territorio che guarda al futuro
«Geotermia e innovazione» è il titolo dell’incontro che si terrà il 19 settembre alle 10,30 nello spazio Dante Cappelletti via Fratelli Rosselli 73 a Piancastagnaio. Introduce il sindaco Franco Capocchi, intervengono il presidente della Regione Eugenio Giani, Francesco Macrì presidente esecutivo di Estra, Luca Rossini responsabile geotermia Enel Green Power, Cristiano Dionisi delegato energia Piccola industria Confindustria, Andrea Cavallini Esg Strategist Mas. Modera Michela Berti caposervizio de La Nazione di Siena. «La voce di Piancastagnaio – annuncia il Comune – si presenta non nella veste di un territorio che chiede, ma di una comunità che offre una condizione strategica. La nostra particolarità non si esaurisce nella risorsa geotermica: attorno ad essa si è consolidato un distretto economico reale, esito di una trasformazione ormai compiuta dall’artigianato all’industria. L’artigianato che per generazioni ha definito questi luoghi è oggi quasi scomparso; al suo posto vi sono presenze industriali strutturate — dalla pelletteria per la moda a Stosa per le cucine, da Saviola per la trasformazione del legno a Floramiata per la produzione florovivaistica — che alimentano il reddito di più di sei comuni, ben oltre il perimetro amiatino. Siamo di fronte a un motore economico di scala sovracomunale, e come tale va riconosciuto e governato». Floramiata è la dimostrazione più diretta di un’attività produttiva resa competitiva proprio dal calore geotermico. Su questa base il Comune avviato un processo concreto: è in fase di costituzione una società pubblica per la gestione della geotermia, che dovrà governare anche il consorzio del distretto e l’urbanizzazione primaria. «È una scelta di metodo che garantisce il controllo pubblico dell’infrastruttura abilitante — energia, calore, reti e suolo attrezzato — ponendo il territorio nella condizione di possedere i fattori dell’investimento anziché inseguirli con semplici incentivi». Questo percorso applica coerentemente il Piano Strategico approvato dal Consiglio comunale e guarda ben oltre i confini locali. Il tema dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale si innesta qui in modo naturale: il limite della nuova capacità di calcolo non è l’energia astratta, bensì l’acqua necessaria al raffreddamento e l’impatto sugli ecosistemi. La geotermia risponde a entrambi i problemi, consentendo di raffreddare senza consumare acqua e fornendo energia rinnovabile di base a costo contenuto. La nostra proposta offre un contesto in cui la crescita della domanda tecnologica non entra in conflitto con la risorsa idrica e ambientale. Quando si discute di dove collocare la capacità produttiva del prossimo decennio, il «dove» non è una coordinata neutra. La forza dell’Amiata sta nell’offrire un luogo che racchiude in sé risorsa, paesaggio e comunità». La composizione di questo tavolo riflette la portata della posta in gioco. La presenza del presidente della Regione Eugenio Giani e di Francesco Macrì — a capo di Leonardo ed Estra — unisce il maggiore campione nazionale della tecnologia avanzata e della capacità di calcolo a una grande multiutility dell’energia, affiancati da Confindustria e dalle imprese del distretto. È la prova che geotermia e innovazione possono essere pensate insieme, ai massimi livelli strategici del Paese. L’obiettivo è ribaltare la logica della compensazione e dei ristori che per decenni ha pensato alle aree geotermiche come a semplici siti di ospitalità, per affermare una condizione competitiva di interesse nazionale che unisce energia rinnovabile, raffreddamento senza acqua e un distretto industriale maturo. Un modello capace di trasformare una particolarità territoriale in una proposta concreta per il futuro produttivo dell’Italia.





