
«Da qui nasce l’alternativa». Ma nasce cosa?
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La lingua del denaro
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Dopo la mossa di Lovaglio di fine agosto, Piazza Meda si ritrova dentro un paradosso. Sul tavolo di Banco Bpm, in questo momento, c’è una sola offerta formale: l’Ops totalitaria lanciata da Mps il 20-21 agosto, dentro la doppia operazione su Bpm e Banca Generali da circa 34 miliardi — di cui circa 25 per il Banco — con cui Siena ha provato a rovesciare il tavolo rispetto all’Opas di Intesa Sanpaolo. Quell’offerta il consiglio l’ha già respinta all’unanimità: non concordata, non sollecitata, senza premio per gli azionisti, e soprattutto strutturata come acquisizione e non come fusione tra eguali — l’opposto della “lettera d’amore” che il Banco aveva spedito a giugno.
La proposta di Crédit Agricole è un’altra cosa, e qui sta il nodo. Non è un’offerta, è lo scenario che i francesi preferiscono da mesi: la fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. Agricole è il primo socio del Banco, intorno al 20% con il via libera Bce a salire fino al 29,9%, e pesa con quattro consiglieri su quindici. È l’ago della bilancia. Ma finora quella preferenza è rimasta una preferenza dichiarata nelle conference call, non un progetto messo per iscritto con numeri, concambi, governance.
Il pressing dei consiglieri per approfondire significa che una parte del board vuole che al cda del 15 settembre si cominci a dare corpo proprio alla pista francese: trasformarla da scenario evocato in ipotesi esaminabile. Il primo approfondimento non è una decisione, ma il tentativo di spostare l’asse. Dire, in sostanza, che se l’unica proposta concreta è quella indigesta di Mps, allora tanto vale mettere sul tavolo la vera alternativa industriale — l’aggregazione con Agricole Italia, che porterebbe però i francesi a diventare largamente il primo azionista del nuovo polo.
Da un lato l’offerta reale ma sgradita, dall’altro l’alternativa gradita ma ancora impalpabile. Il 15 settembre serve a capire se la seconda può diventare qualcosa di più di un’intenzione, e a quale prezzo — in termini di poteri e di sportelli da cedere — Parigi è disposta a pagarla.





