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Il regista sorprende la Mostra del Cinema con un film romantico, “Succederà questa notte” è una tenera storia di occasioni mancate e di un destino che non può sfuggire «Anni fa dicevo che volevo fare sempre lo stesso film, magari ogni volta più bello. Oggi non più: voglio fare ogni volta un film diverso. Come questo»
Venezia
Un Nanni Moretti che forse nessuno si aspettava, libero di prendere direzioni insolite e sorprendenti, coraggiosamente romantico e teneramente adolescenziale, leggero, ancora capace di credere alla magia delle nuove occasioni che la vita sa offrirti, alla possibilità che le cose possano accadere, prima o poi. Come ha detto il regista stesso, Succederà questa notte, presentato ieri in concorso alla Mostra di Venezia, accolto da una vera e propria ovazione anche dagli addetti ai lavori e nelle nostre sale il 3 dicembre con 01 Distribution, «è un film sui sentimenti e sul bisogno di nominarli lasciando che si manifestino, ammettendo senza riserve di volersi bene, dicendosi senza pudore che ci si ama». E Moretti, che torna in gara al Lido a 37 anni da Palombella rossa, realizza una storia sfacciatamente d’amore, tratta dalla raccolta di racconti Legami di Eshkol Nevo (che aveva ispirato un precedente film di Moretti, Tre piani), interpretata da Jasmine Trinca, Louis Garrel, Elena Lietti, Angela Finocchiaro, Hippolyte Girardot, Melina Åkerman. Scritto dal regista con Valia Santella e Federica Pontremoli, storiche co-sceneggiatrici di Moretti, splendido 73enne, il film fonde sapientemente elementi di alcune delle storie di Nevo, e tra She’s a Rainbow dei Rolling Stones e Bruce Springsteen, che si esibisce in concerto a San Sebastián, tra Oslo e l’India, la Spagna e Torino, racconta di un uomo e di una donna, Greta, un’attrice, e Matteo, venditori di libri, che si inseguono per anni, si incontrano per caso su un campo da tennis e si perdono per destino. Per loro sembra essere sempre il momento sbagliato, fino a quando, come suggerisce il titolo, qualcosa non succede. Perché l’amore può essere una cosa meravigliosa, ma anche molto lunga, che richiede pazienza e determinazione, pause, incoscienza e una bella dose di follia.
Moretti aveva fatto debuttare una Trinca diciottenne ne La stanza del figlio, è nel film di nuovo padre (il regista si ritaglia un piccolissimo ruolo) e torna a dirigerla a vent’anni da Il Caimano. E il francese Garrell si scopre perfetto alter ego di Nanni, anche se la leggendaria Vespa del regista è stata sostituita da un motorino giapponese, tanto per non esagerare con le autocitazioni. Moretti non rinuncia alle sue piccole ossessioni – lo sport, alcuni dialoghi “di principio” amabilmente surreali – ma ci regala un film tondo e morbido, sognante, affettuoso, accogliente. Tra passato, presente e grandi ellissi temporali, il regista si fida dei suoi attori, ma anche dello spettatore che dopo balzi di anni riesce a riagganciare emozioni e sentimenti dei personaggi restituiti in diverse fasi della vita.
«Tanti anni fa – rivela l’autore – durante le interviste dicevo una frase un po’ scema, e cioè che avrei voluto realizzare sempre lo stesso film, facendolo magari sempre più bello. Adesso non è più così, voglio fare ogni volta un film diverso e Succederà questa notte è una storia d’amore potente. Leggendo i racconti di Eshkol Nevo mi ha subito colpito la precisione con cui sono descritte le relazioni e la profondità dei sentimenti. Sono storie che parlano di amori, incontri e abbandoni, ma anche di genitori e figli adulti, e di tutti quei legami che ci accompagnano, in modo più o meno silenzioso, per tutta la vita. Con le sceneggiatrici abbiamo iniziato a selezionare i racconti che ci avevano maggiormente colpito. Da alcuni abbiamo preso una relazione, da altri dei personaggi, mentre in qualche caso abbiano tenuto solo un’immagine». E lasciando la sala conferenze alla fine dell’incontro con la stampa, Moretti si rivolge ai giornalisti ridendosela un po’: «E pensare che stavo per parlarvi della situazione politica italiana. Vabbè, sarà per la prossima volta».
Assente da oltre tre decenni dal Lido con un film, Moretti è stato ospite fisso del Festival di Cannes. «Non è vero che ce l’avevo con Venezia. I miei film sono andati sulla Croisette per decenni perché non erano mai pronti d’estate. Questa volta invece ho girato in autunno ed è stato possibile proporre il film a Venezia». «In tutti questi anni – continua – ho aperto un cinema che mi porta via tempo ed energie perché si tratta di un impegno quotidiano. Da regista non pretendo di conoscere i gusti del pubblico e di andargli incontro, ma cerco di volta in volta di raccontare la storia più urgente per me in quel momento, cambiando la storia oltre al tono e allo stile con cui questa storia vuole esser raccontata. Quando ho fondato la Sacher Film ho fatto tre film scrivendo da solo montando, riscrivendo e girando. Spesso durante le riprese di Palombella rossa, Caro diario e
Aprile colmavo da solo buchi di sceneggiatura. Da La stanza del figlio in poi le cose sono cambiate e oggi mi fa piacere scrivere con altre persone. Se in passato ho raccontato le mie storie in modo narrativamente libero e stilisticamente non ordinario, oggi mi piace girare con sceneggiatura solida alle spalle».





