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27 Febbraio 2026Qui Piancastagnaio: l’assessore Piccini
PIANCASTAGNAIO (Siena)
«Il giudizio sulla nuova normativa regionale sul turismo, come amministrazione di un comune dell’Amiata, non può essere né ideologico né semplificato». Pierluigi Piccini assessore al turismo di Piancastagnaio va al punto. «La legge – dice – nasce da un’esigenza condivisibile: mettere ordine in un settore cresciuto in modo disomogeneo, soprattutto nelle grandi città d’arte, dove le locazioni brevi hanno prodotto tensioni sul mercato abitativo e squilibri urbani. Corretto l’obiettivo di garantire regole certe, trasparenza e contrasto all’abusivismo». Dall’esigenza di mettere ordine ai rischi dell’applicazione della legge… «Il rischio è che un impianto pensato per contesti metropolitani come Firenze – aggiunge Piccini – venga esteso anche ai piccoli comuni senza una differenziazione. Sarebbe un errore. A Piancastagnaio e più in generale sull’Amiata il turismo non genera espulsione dei residenti né fenomeni di overtourism. Non altera il mercato immobiliare». Un fenomeno che dunque va al contrario? «Esatto. E’ una leva fondamentale – prosegue Piccini – per contrastare lo spopolamento, sostenere le attività commerciali, valorizzare il patrimonio ambientale e culturale e mantenere vivo il centro storico. Molte delle strutture presenti sono piccole realtà familiari, penalizzarle con norme non calibrate rischia di indebolire un settore strategico per la tenuta sociale ed economica». La vostra richiesta? «Chiediamo che la Regione introduca correttivi e strumenti differenziati – risponde – per tenere conto delle specificità territoriali e che venga garantita una fase transitoria per consentire a Comuni e operatori di adeguarsi. Il nostro orientamento è chiaro: sì a regole e controlli efficaci, ma no a un’uniformità che non distingue tra problemi urbani e realtà montane. Governare il turismo significa accompagnare lo sviluppo e rafforzare la qualità dell’offerta, non applicare modelli che rischiano di produrre effetti distorsivi dove il turismo è strumento di rilancio e non un fattore di pressione».
Michela Berti





