
Un’assenza che parla
4 Marzo 2026La relazione della Commissione parlamentare riapre interrogativi sulla morte del manager del Monte dei Paschi. Tredici anni dopo, il caso resta senza una risposta condivisa.
Siena, 4 marzo 2026
La morte di David Rossi continua a restare sospesa nella storia recente di Siena come una domanda a cui non è stata ancora data una risposta condivisa. Tredici anni dopo quel 6 marzo 2013 — quando il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena precipitò da una finestra della sede della banca — il caso non ha ancora trovato una conclusione capace di chiudere il dibattito pubblico.
Nel frattempo si sono succedute indagini, archiviazioni, nuove perizie e, più recentemente, i lavori di una Commissione parlamentare d’inchiesta istituita nel 2024. L’organismo ha già svolto quarantadue riunioni plenarie e ascoltato trentatré persone tra magistrati, consulenti tecnici, investigatori e testimoni.
Il 3 marzo 2026 la Commissione ha approvato una relazione di metà mandato. Il documento, votato dalla maggioranza dei commissari mentre i gruppi del Partito Democratico e di Alleanza Verdi Sinistra non hanno partecipato al voto, indica la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi e considera l’ipotesi dell’omicidio come uno scenario che merita nuove verifiche.
Il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, ha dichiarato che alcune delle perizie esaminate durante i lavori parlamentari solleverebbero dubbi sulla ricostruzione del suicidio formulata nelle precedenti indagini. Tra gli elementi citati vi sono alcune lesioni riscontrate sul corpo di Rossi — al viso, al braccio sinistro, al polso e all’orologio — che, secondo quanto riferito nel corso delle audizioni tecniche, richiederebbero ulteriori accertamenti.
Il punto più delicato della vicenda rimane la distanza tra il lavoro della Commissione parlamentare e lo stato del procedimento giudiziario. Le indagini condotte dalla magistratura senese hanno finora portato all’archiviazione dell’ipotesi di omicidio, ritenendo prevalente la ricostruzione del suicidio. La Commissione parlamentare, invece, ritiene che alcuni elementi non siano stati definitivamente chiariti.
Non si tratta di una contrapposizione tra istituzioni, ma della constatazione che gli stessi dati e le stesse perizie possono essere interpretati in modo diverso. Per questo motivo la vicenda resta formalmente chiusa sul piano giudiziario ma continua a essere oggetto di discussione sul piano pubblico e parlamentare.
In questo contesto i legali della famiglia Rossi hanno chiesto la riapertura delle indagini.
L’avvocato Carmelo Miceli, che assiste la moglie Antonella Tognazzi e la figlia Carolina Orlandi, ha depositato presso la Procura di Siena un’istanza per la riapertura delle indagini con l’ipotesi di omicidio. L’avvocato Paolo Pirani, che rappresenta il fratello e la madre di Rossi, ha dichiarato di attendere con fiducia le decisioni che la magistratura potrà assumere nei prossimi mesi.
Sul fondo della vicenda rimane anche il contesto nel quale si colloca la morte di Rossi. Nel 2013 il Monte dei Paschi di Siena attraversava una delle fasi più difficili della propria storia. La crisi finanziaria dell’istituto, le indagini giudiziarie e il crollo della reputazione della banca avevano trasformato la comunicazione istituzionale in uno dei punti più delicati della gestione aziendale.
Rossi ricopriva proprio quel ruolo: responsabile della comunicazione del gruppo. In quegli anni il Monte gestiva un sistema molto ampio di sponsorizzazioni e iniziative culturali e sportive, mentre la banca era al centro di indagini su operazioni finanziarie che avrebbero segnato profondamente la vita economica e istituzionale della città.
Per questo motivo il caso Rossi non è mai stato percepito a Siena come un semplice episodio di cronaca nera. Il Monte dei Paschi non è soltanto una banca: per decenni è stato uno dei pilastri economici e civili della comunità senese. Le vicende dell’istituto e quelle della città si sono spesso intrecciate.
Il 6 marzo prossimo, nel tredicesimo anniversario della morte, la Commissione parlamentare si recherà al cimitero del Laterano per deporre una corona sulla tomba di Rossi. Il lavoro della Commissione proseguirà nei prossimi mesi fino alla relazione finale.
Se emergeranno nuovi elementi, spetterà alla magistratura valutarli. Solo eventuali nuovi accertamenti potranno stabilire se esistano aspetti della vicenda che richiedono ulteriori approfondimenti giudiziari.
Nel frattempo la morte di David Rossi resta una delle vicende più controverse della storia recente senese. Una storia che il tempo non ha chiuso e che continua a interrogare la città, le istituzioni e l’opinione pubblica sulla necessità di arrivare, prima o poi, a una verità condivisa.
Fonti
Relazione intermedia della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, approvata il 3 marzo 2026
Dichiarazioni del presidente della Commissione, Gianluca Vinci, 4 marzo 2026
Dichiarazioni dell’avv. Carmelo Miceli, legale di Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi
Dichiarazioni dell’avv. Paolo Pirani, legale dei familiari di David Rossi
QN – Quotidiano Nazionale, edizione del 4 marzo 2026, articoli a firma Laura Valdesi
Atti della Commissione parlamentare d’inchiesta istituita nel marzo 2024 (42 riunioni plenarie, 33 persone audite)





