
La cultura non è una prerogativa sovranista
10 Marzo 2026
Sara Levi Nathan Patriota e filantropa Dal cinabro amiatino al cuore dell’Italia unita
10 Marzo 2026C’è qualcosa di grottesco nella fotografia che campeggia in prima pagina. I sindacati chiedono chiarezza a Corradi. Corradi è nominato dal Comune. A manifestare solidarietà ai lavoratori arriva la consigliera delegata dal Comune. Il cerchio si chiude su se stesso, perfetto e inutile.
Non è politica, è teatro di quartiere. Il Comune nomina il manager, il manager non risponde ai lavoratori, i lavoratori chiedono al manager di venire a vedere, la consigliera comunale testimonia la richiesta con l’unico potere che le è rimasto: quello di farsi fotografare a cui siamo ormai abituati.
Centocinquantuno lavoratori agganciati al perimetro di una fabbrica che si svuota. Le operazioni di sgombero “procedono regolarmente”, come si dice con quella lingua asettica che trasforma un dramma in una pratica amministrativa. Nel frattempo la politica “acceleri le gare per la bonifica” — cioè: paghiamo per pulire ciò che altri hanno sporcato, e anche questo diventa merito locale.
Il campino è perfetto. Piccolo, chiuso, autosufficiente. Nessun pallone esce mai dal recinto. E i lavoratori guardano da fuori.





