
Export 2025: Siena cede il 10%
12 Marzo 2026
La forma, il bosco, la montagna
12 Marzo 2026WOW, il progetto museale sull’agroalimentare toscano presentato a Siena, celebra la tecnologia come soluzione. Ma quali problemi sta davvero risolvendo?
L’undici marzo 2026, nell’Aula Magna dell’Università di Siena, è stato presentato WOW — World of Wine and Food — museo esperienziale sull’agroalimentare toscano. Fondi PNRR, oltre trenta partner, FAO. Il claim: “Dall’Agenda 1338 all’Agenda 2030”, dal Buon Governo di Lorenzetti agli SDG dell’ONU. Una narrazione seducente. E per questo vale la pena interrogarla.
Il Buon Governo non era un programma ecologico: era la rappresentazione del potere comunale senese che legittimava un ordine oligarchico preciso, con i suoi inclusi e i suoi esclusi. Usarlo come prefigurazione degli obiettivi ONU è un cortocircuito ideologico. È il dispositivo retorico più usurato del repertorio senese: ogni progetto di governance trova prima o poi il modo di citare Lorenzetti.
Il formato immersivo risponde a una logica di mercato culturale: si esce con un’emozione, non con una domanda. Quando l’esperienza sostituisce la conoscenza, il museo diventa un dispositivo di consumo del territorio, non di interrogazione.
Quegli stessi giorni, al Santa Maria della Scala, Confagricoltura Siena organizzava “Siena lavora”, producendo la Carta del Lavoro in Agricoltura: quattro tavoli su sicurezza, contrattazione collettiva, giovani, welfare. Un’agenda concreta, che nominava il lavoro per quello che è. Alla presentazione di WOW, Riccaboni dialogava con il direttore generale della FAO Qu Dongyu. Interlocutore: le Nazioni Unite. La Carta del Lavoro — prodotta nella stessa città, negli stessi giorni, dallo stesso mondo associativo — non compare nelle slide.
Nel frattempo: irregolarità nelle aziende agricole al 69,1%, lavoratori in nero al 37% (Agenzia Impress, febbraio 2026). La nuova PAC 2028-2034 taglierebbe oltre il 20% delle risorse, cancellando lo sviluppo rurale. ARPAT documenta rese instabili, nuovi patogeni, sfasamento dei cicli fenologici. Emergenze quotidiane, non scenari da simulare.
WOW mette Agritech al centro come orizzonte positivo non problematizzato. Ma questi strumenti funzionano per le aziende strutturate, non per il piccolo olivicoltore dell’Amiata. Ai problemi urgenti — reddito, lavoro irregolare, ricambio generazionale — Agritech non risponde. La rete di partner è significativa per sottrazione: nessuna voce critica, nessuna comunità agricola non istituzionalizzata.
Non è in discussione la buona fede di chi ha costruito WOW. È in discussione la scelta di quale agricoltura rappresentare. Un museo che celebra il territorio con avatar digitali mentre il 69% delle aziende ispezionate presenta irregolarità sul lavoro rischia di essere un monumento alla distanza tra narrazione istituzionale e realtà materiale.
Dall’Agenda 1338 all’Agenda 2030, recita il claim. Ma tra il 1338 e il 2030 c’è anche il 2026, con i suoi lavoratori in nero, le sue aziende che non reggeranno i tagli PAC, il suo clima che cambia i cicli produttivi. Quel presente non appare nelle slide. E un museo che non lo nomina non celebra il territorio: lo edulcora.
— Pierluigi Piccini, 12 marzo 2026 —





