
Toward the Appointment of Fabrizio Palermo
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Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha revocato le deleghe operative a Luigi Lovaglio e lo ha sospeso dalla carica di direttore generale, dopo tre giorni di riunioni. Il banchiere resta in consiglio ma senza poteri, in attesa che l’assemblea del 15 aprile rinnovi il board. La causa diretta è la sua candidatura come amministratore delegato nella lista alternativa presentata dalla Plt Holding della famiglia Tortora, mossa che il consiglio presieduto da Nicola Maione ha interpretato come incompatibile con la permanenza operativa. Le deleghe passano ad interim al vicedirettore Maurizio Baj.
Contestualmente, il board ha sciolto l’altro nodo: candidato unico alla guida futura della banca è Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, scelto al termine di un processo selettivo che ha ristretto da tre a uno la rosa iniziale che comprendeva anche Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Palermo, perugino di 55 anni, ha costruito il suo percorso tra Morgan Stanley, McKinsey, Fincantieri e Cassa Depositi e Prestiti, di cui è stato amministratore delegato dal 2018 al 2022. Dal 2025 siede nel consiglio di Generali in quota Caltagirone, che con l’11% di Mps è il socio privato più pesante e il principale sostenitore della sua candidatura.
Resta aperta la questione Bce, che ha richiesto per la nuova guida una rilevante esperienza bancaria in senso stretto: Palermo non ha mai guidato un istituto di credito. La Vigilanza segue da vicino. Nel frattempo la proxy fight è già avviata, con i grandi fondi istituzionali — circa il 50% del capitale — contesi tra i proxy advisor delle due liste. Il voto del 15 aprile dirà chi guiderà un Monte che dovrà incorporare Mediobanca: una partita che va ben oltre Siena.





