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29 Ottobre 2026Caso David Rossi, la Dda di Firenze apre un fascicolo per omicidio dopo la riapertura delle indagini
La procura distrettuale antimafia di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio sulla morte di David Rossi, il capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena morto a Siena la sera del 6 marzo 2013 dopo la caduta dalla finestra del suo ufficio. Lo riporta la stampa locale, che ha raccolto le reazioni dei familiari, dei legali e della commissione parlamentare d’inchiesta.
Secondo l’avvocato Carmelo Miceli, che assiste la vedova Antonella Tognazzi e la figlia Carolina Orlandi, la riapertura nasce da un’istanza da lui depositata dopo l’archiviazione. La procura ha esaminato i nuovi elementi e ha chiesto al gip di riaprire il caso; il giudice, sempre secondo il legale, ha ritenuto quegli elementi sufficienti a superare la precedente archiviazione, fondata sull’ipotesi del suicidio. Gli atti sarebbero poi passati da Siena a Firenze per competenza, poiché nel fascicolo si farebbe riferimento alla criminalità organizzata. Miceli ha annunciato un’istanza per incontrare il procuratore e fornire ulteriori spunti, indicando tra i punti da verificare la mail del 4 marzo 2013, e ha riconosciuto alcune divergenze con la commissione parlamentare.
La riapertura è regolata dall’articolo 414 del codice di procedura penale: può chiederla solo il pubblico ministero, mentre la persona offesa può sollecitarla presentando nuovi elementi. Dopo la riforma Cartabia il giudice la autorizza solo se è ragionevolmente prevedibile l’individuazione di nuove fonti di prova utili all’esercizio dell’azione penale.
Il presidente della commissione d’inchiesta bis, Gianluca Vinci, ha espresso soddisfazione a nome dell’intera commissione, che in questi mesi ha sostenuto la tesi dell’omicidio, e ha riferito che documenti secretati richiesti dagli uffici giudiziari stanno arrivando alle procure interessate, compresa quella di Siena.
Il fratello Ranieri Rossi ha raccontato che la madre Vittoria, novant’anni, avrebbe commentato di sostenere quella tesi da tredici anni, ricordando che già la sera del 6 marzo 2013 escluse il suicidio. Ha chiesto indagini condotte con criteri scientifici, ringraziato la commissione e auspicato che lo striscione «Verità per David», esposto nel vicolo del Monte Pio, possa presto essere tolto. Carolina Orlandi, ricordando gli sviluppi in corso a Firenze e a Brescia, ha sottolineato che famiglia, commissione e magistratura si troverebbero oggi sulla stessa linea.





