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15 Giugno 2026
Mariella Baccheschi
PIANCASTAGNAIO
Il teatro torna ad abitare i piccoli borghi e le frazioni di Piancastagnaio, trasformandoli in luoghi di incontro, riflessione e condivisione. Dopo il buon riscontro ottenuto lo scorso anno, è tornata La Bella Stagione, il festival di arti sceniche dedicato alla memoria del critico teatrale pianese Dante Cappelletti, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa. L’iniziativa, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla cultura del Comune, nasce da una precisa idea di comunità: portare la cultura fuori dai luoghi convenzionali e riconoscere alle frazioni un ruolo centrale nella vita sociale del territorio. Non semplici periferie da raggiungere, ma spazi vivi, custodi di relazioni e identità, nei quali il teatro può diventare occasione di partecipazione e confronto.
Anche per questa seconda edizione la direzione artistica è stata affidata a Valeria Pinzi, che ha costruito un programma capace di intrecciare linguaggi differenti. “La poetica del festival – spiega – si muove lungo due direzioni. Da una parte due monologhi di teatro contemporaneo, che affrontano la fragilità dell’essere umano e invitano alla riflessione introspettiva; dall’altra due performance che recuperano elementi ancestrali, come il fuoco e il canto, da sempre alla base della socialità. L’idea è che attraverso la condivisione si possa uscire fuori da sé stessi e sentirsi meno soli”.
Il festival prenderà il via il 10 luglio nella frazione di Tre Case con La malattia dell’ostrica, monologo scritto e interpretato da Claudio Morici, uno spettacolo ironico e al tempo stesso profondo, capace di raccontare inquietudini e contraddizioni del presente. Il secondo appuntamento, il 12 luglio a Saragiolo, porta in scena Danza, Fuoco & Romanticherie della compagnia Crème Brulè, una performance di teatro di strada che unisce danza e giochi di fuoco in un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. Il programma proseguirà il 19 luglio nella frazione Quaranta con Francesca Sarteanesi e il suo spettacolo Sergio, lavoro intenso e personale che conferma una delle voci più originali del panorama teatrale contemporaneo. La chiusura del festival è prevista il 24 luglio a Casa del Corto, nell’ambito della Festa della Trebbiatura: al tramonto, all’interno della Chiesa del Sacro Cuore, si esibiranno i Tenores di Orosei, interpreti di una tradizione di canto corale antichissima che suggellerà il percorso del festival con un momento di forte intensità evocativa.
A caratterizzare l’edizione 2026 è anche l’immagine scelta per accompagnare la manifestazione, firmata dal visual designer Michele Scalacci. Colori tenui e il dettaglio di un ginocchio sbucciato richiamano immediatamente le estati dell’infanzia, quelle vissute con leggerezza e inconsapevolezza, quando il tempo sembrava dilatarsi e la felicità coincideva con la semplicità delle esperienze condivise. Una suggestione che ben racconta lo spirito de La Bella Stagione: fare del teatro un rito collettivo capace di creare vicinanza, memoria e nuove occasioni di incontro.




