
Sotto l’intonaco. San Bartolomeo, o della sostanza e del nome
27 Giugno 2026
PIANCASTAGNAIO. E’ nata sei anni fa dall’intuizione di un sacerdote e di un professionista legale con il grande apporto della Confraternita di Misericordia la “Casa di Hilde” (titolo di una celebre e indimenticabile canzone di Francesco De Gregori). Un progetto di attenzione, protezione e sensibilizzazione verso Il dramma delle vittime di violenze femminili e di genere. Dall’inizio della sua attività la “Casa di Hilde” è cresciuta sia in termini quantitativi che qualitativi tanto che oggi rappresenta un vero e proprio riferimento a livello regionale per l’ospitalità nell’emergenza di donne e minori vittime della violenza domestica. Attualmente associa duecentocinquanta persone e gestisce tre strutture dí accoglienza (Piancastagnaio. Sorano, Pitigliano) coinvolgendo direttamente nella sua rete organizzativa gruppi di persone di ben cinque comuni del territorio oltre a quelle che vedono la presenza delle strutture di Castell’Azzara e Proceno. Alla sua protezione sono stati affidati oggi dal sistema pubblico che ruota attorno al problema della violenza di genere oltre centosessanta ospiti. Ma ora la “Casa di Hilde“ si accinge a fare un ulteriore passo, varcando i confini della sua collocazione, Piancastagnaio, portando questo straordinario e solidale progetto ad Acquapendente (Viterbo). Un’ attività che è stata espressamente richiesta dalla Fondazione “Anna e Luigi Chiodo” che ha messo a disposizione ben due appartamenti cosa che l’associazione Pianese ha accolto con grande stimolo per realizzare in questo comune altrettanti punti di accoglienza. Proprio nei giorni scorsi la” Casa di Hilde” ha presentato al teatro Boni di Acquapendente il progetto di quello che sarà un ulteriore cammino di questa esperienza. Teatro pieno, tante rappresentanze, istituzionali, sociali, di volontariato, studenti e scolaresche interessate ad un progetto più che mai attuale.




