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Il manager confermato ad di Acea, Rivera presidente
Nuovi movimenti nel cda del Monte dei Paschi che a due settimane dalla prima riunione deve trovare il suo equilibrio. A muovere ancora, dopo la decadenza di Carlo Vivaldi, già nel cda di Banca Mediolanum, ieri è stata la volta di Fabrizio Palermo. Il manager, ex candidato ceo nella lista del cda prima dell’assemblea di Mps di aprile che ha dato il maggior numero di voti alla lista di Plt, ha inviato al board presieduto da Cesare Bisoni la lettera di dimissioni dall’incarico di consigliere e membro del comitato parti correlate, «con decorrenza immediata, non condividendo le recenti determinazioni in materia di governance», ha comunicato ieri la banca.
Non è da escludere che la decisione sia legata al rinnovo del cda di Acea le cui liste sono attese questa sera. Palermo è candidato a un nuovo mandato come ad e dovrebbe entrare nella lista di Roma Capitale (ha il 51%). La novità potrebbe invece essere costituita dall’avvicendamento alla presidenza di Acea con l’indicazione dell’ex direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera. Fino a qualche settimana fa erano circolate voci che Rivera potesse diventare ad di Acea, nell’ambito di un rinnovamento nella governance. Dopo l’assise del Monte, Palermo è tornato a dedicare la sua attenzione all’azienda romana. La somma degli impegni, anche di tempo, potrebbe averlo di conseguenza portato a scegliere tra il Monte e Generali (dove è presidente del comitato parti correlate), optando per il ruolo nella compagnia di Trieste.
Secondo quanto emerge da fonti vicine, per il manager avrebbe avuto un peso anche la scarsa valorizzazione del contributo dei consiglieri delle liste di minoranza nel board di Mps, con la mancanza di una dialettica costruttiva. Anche se Palermo avrebbe votato a favore dei componenti dei comitati nell’ultimo cda. Un capitolo che ha visto il favore anche di Corrado Passera che appare sempre di più come una figura super partes.
Le posizioni di Vivaldi e Palermo andranno reintegrate attingendo alla lista di minoranza. In ordine alfabetico spetterebbe a Gianluca Brancadoro, ex vicepresidente del Monte, e ad Alessandro Caltagirone. Intanto il ceo Luigi Lovaglio procede negli scambi con la Bce e avrebbe già inviato a Francoforte la richiesta di un parere sui nuovi ingressi, anche alla luce del fatto che il rinnovo del board di Mps è il primo sotto la Legge capitali.





