
Il pubblico che potrebbe venire
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La sinistra che si è ritirata sulla superficie — e i due terreni da riconquistare: l’accumulazione e l’egemonia
di Pierluigi Piccini
Premessa. Di che cosa si parla, davvero
Questo scritto prende le mosse da una seduta del Consiglio comunale di Siena, ma non è un commento a quella seduta. La difesa di Monte dei Paschi, la corsa a comprare le vigne di Montalcino, la recinzione dell’intelligenza collettiva dentro i modelli dell’intelligenza artificiale sono i tre casi da cui parto, non l’oggetto. L’oggetto è più largo, e riguarda tutti: la condizione in cui si è ridotta la sinistra, in Italia e in Europa, e la ragione per cui perde anche quando ha ragione.
Uso quei tre casi come si usano le sonde. Servono a toccare, in punti lontanissimi tra loro, la stessa faglia — una banca del Quattrocento, una collina di vigneti, una tecnologia nata l’altroieri — e a mostrare che sotto corre un movimento unico. Se il ragionamento tiene, deve valere oltre di essi: deve dire qualcosa su come si conserva o si perde il potere nelle società come la nostra, e su che cosa distingua il regolare dal possedere, il difendere dal riconquistare. Il caso senese è l’occasione, e per me anche il dovere, di partire da lì; ma chi legge cercando solo la cronaca di una polemica cittadina avrà tra le mani lo strumento sbagliato per capire dove si vuole arrivare.
Due parole sul metodo. Il filo è uno solo, e attraversa tre passaggi. Primo: la sinistra ha smesso di occuparsi di chi possiede e si occupa solo di come si regola — e questa è una resa, non una prudenza. Secondo: rientrare nel possesso è possibile, l’Italia lo ha già fatto, ma va reinventato, perché la volta scorsa a fallire non fu il pubblico, fu la politica che lo governava. Terzo: possedere non basta, se non si torna a combattere anche la battaglia delle idee — quella che la destra ha capito e la sinistra ha dismesso. Tre passaggi, una tesi: si vince solo riprendendosi insieme le due cose che sono state lasciate andare, la fabbrica e la testa.
Seguiranno: Parte prima. La resa: perché regolare non è possedere; Parte seconda. Non tornare all’IRI: inventare il pubblico che verrà; Parte terza. La riconquista: perché possedere non basta senza egemonia





