
Caltagirone, Palermo and Monte dei Paschi: a stake built over time
7 Marzo 2026La relazione di metà mandato presentata a Siena: le ipotesi ricostruttive, le prove tecniche secondo i consulenti, le richieste degli avvocati di parte. Le indagini giudiziarie restano aperte.
La commissione parlamentare: «per noi fu omicidio»
La commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi — manager della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, deceduto il 6 marzo 2013 precipitando dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni — ha presentato a Siena la relazione di metà mandato. Secondo la commissione, e sulla base delle perizie tecniche acquisite, la morte di Rossi non sarebbe riconducibile al suicidio, come avevano invece concluso due distinte archiviazioni della procura senese: la tesi sostenuta dai commissari è quella dell’omicidio. Si tratta della posizione della commissione parlamentare, non di un accertamento giudiziario definitivo.
Il presidente della commissione Gianluca Vinci, affiancato dall’onorevole Walter Rizzetto, ha illustrato i risultati in una conferenza stampa durata oltre due ore. Tra le novità presentate figura un video realizzato con l’intelligenza artificiale, descritto dalla commissione stessa come strumento “esplicativo” e non come prova scientifica autonoma.
Gli elementi al centro dell’inchiesta: fazzolettini, cravatta, particelle d’oro
Tre elementi materiali sono indicati dalla commissione come centrali nella ricostruzione. Il primo riguarda i fazzolettini con tracce di sangue ritrovati nel cestino dell’ufficio di Rossi: secondo l’ipotesi della commissione, risalirebbero al 4 marzo — due giorni prima della morte — e non sarebbero stati portati via perché chi li aveva usati non sapeva che fossero nel cestino. Questa lettura è contestata: si tratta di una ricostruzione ipotetica, non di un fatto accertato in sede giudiziaria.
Il secondo elemento è la cravatta: quella sera Rossi non la indossava, pur essendo solito farlo. Il medico legale Robbi Manghi, consulente della commissione, ha ipotizzato che potrebbe essere stata usata per immobilizzarlo e poi asportata per non lasciare tracce. Il terzo elemento sono le particelle d’oro trovate sul cadavere: secondo i consulenti della commissione, sarebbero compatibili con lo sfregamento contro la cassa dell’orologio di Rossi durante un’aggressione. Anche in questo caso, si tratta di interpretazioni peritali di parte, non di accertamenti definitivi.
Il video con l’intelligenza artificiale: uno scenario ricostruttivo
Il filmato — realizzato da un’azienda piemontese su incarico della commissione, utilizzando informazioni pubbliche ed elementi processuali noti — rappresenta secondo il presidente Vinci uno scenario ricostruttivo basato sulle ipotesi dell’inchiesta. Nel video, Rossi appare seduto con le spalle alla finestra; due persone sono davanti a lui; a un certo punto una di esse si alzerebbe e lo aggedirebbe. La commissione è esplicita: “non costituisce prova scientifica. È un esclusivo supporto esplicativo”. La frattura al gomito sinistro documentata in autopsia viene interpretata dai consulenti come conseguenza di una spinta contro il filo anti-piccioni della finestra, da cui deriverebbero anche le lesioni su naso, labbro e tempia destra di Rossi.
La famiglia: tredici anni di attesa
La moglie Antonella Tognazzi ha dichiarato di non aver mai considerato l’ipotesi che David potesse essere stato ucciso, e di voler essere sentita dai magistrati. Ha definito il lavoro della commissione “uno stimolo a proseguire” dopo tredici anni. La figlia Carolina Orlandi ha parlato di “primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte”, precisando però che il traguardo è ancora lontano: «Ora la domanda è scoprire perché è stato ucciso», ha detto — usando la parola “ucciso” come proprio convincimento, non come esito processuale.
La madre di David, Vittoria Ricci Rossi, 89 anni, ha dichiarato di aver “tenuto duro finora” nella speranza di conoscere la verità. Ha ricordato che quando per la prima volta fu detto “omicidio”, non era presente nessuno: le telecamere erano spente, nessuno aveva sentito niente.
Gli avvocati: «La procura apra fascicolo per omicidio»
L’avvocato Paolo Pirani, che assiste la madre e il fratello di David Rossi, ha depositato un’istanza formale di riapertura dell’inchiesta per omicidio presso la procura di Siena, chiedendo l’iscrizione con modello 44 anziché 45. Ha inoltre richiesto che le eventuali indagini vengano affidate a una polizia giudiziaria esterna all’ambiente senese. L’avvocato Carmelo Miceli, che assiste Carolina Orlandi e Antonella Tognazzi, ha espresso fiducia nel nuovo procuratore Andrea Boni, pur precisando che la decisione sull’iscrizione spetta alla procura.
L’onorevole Rizzetto ha ricordato le due precedenti archiviazioni per istigazione al suicidio e ha sottolineato come, a suo avviso, la parola “omicidio” sia oggi pronunciabile “senza più timori”. Va ribadito che si tratta della posizione della parte e della commissione, non di un accertamento giudiziario.
La corona di alloro al Laterino
A margine della conferenza stampa, la delegazione della commissione ha partecipato alla commemorazione nel cimitero del Laterino, dove è sepolto David Rossi. Sulla tomba è stata deposta una corona di alloro: un gesto che la commissione ha inteso come segnale istituzionale nei confronti della famiglia, a tredici anni dalla morte del manager.
Cosa resta aperto
La commissione parlamentare ha ancora un anno di lavoro. La procura di Siena ha riaperto le indagini il 2 marzo 2026 con fascicolo modello 45, ma la commissione e i legali della famiglia contestano questa iscrizione ritenendola insufficiente e chiedono il passaggio al modello 44, che presuppone una notizia di reato. Il presidente Vinci ha sintetizzato così la posizione della commissione a metà mandato: «Non ci chiediamo più come è morto David Rossi, ma chi lo ha ucciso». Una domanda che ora attende una risposta giudiziaria.
Nota redazionale
Le affermazioni riportate in questo articolo attribuibili alla “commissione parlamentare”, agli “avvocati di parte” o ai “consulenti” riflettono le posizioni dei rispettivi soggetti dichiaranti. Non costituiscono accertamenti giudiziari definitivi. La procura di Siena ha riaperto le indagini il 2 marzo 2026 iscrivendo un nuovo fascicolo con modello 45, registro riservato ad atti non costituenti notizia di reato. La commissione parlamentare e i legali della famiglia contestano questa iscrizione e chiedono il passaggio al modello 44, che presuppone invece una notizia di reato vera e propria. I pm titolari del fascicolo sono Siro De Flammineis e Niccolò Ludovici.
7 marzo 2026





