
La Rocca incontra il contemporaneo: il bando vinto da “mormorì”
27 Marzo 2026
Nuova vita alla Rocca Aldobrandesca con l’arte contemporanea
27 Marzo 2026La presentazione al Palazzo della Provincia della mostra che domani sarà inaugurata a Piancastagnaio L’assessore Piccini: «E’ possibile costruire occasioni di ricerca e confronto anche nelle aree interne»
Piancastagnaio
E’ la verticalità il filo rosso dell’’Osservatorio: Mormorii’ il progetto che ha vinto la prima edizione del bando lanciato dal Comune per la realizzazione di mostre di arte contemporanea nella Rocca Aldobrandesca. La nuova visione voluta dall’assessore alla cultura Pierluigi Piccini è quella di una roccaforte che non è contenitore di opere ma diventa spazio. Ed è così che, da domani fino a luglio, si potranno ammirare le opere di Francesca Banchelli, Francesco Carone, Ra di Martino e Namsal Siedlecki nell’esposizione curata dal giovane Mirco Martino. Giovane, elemento non secondario nella strategia del comune amiatino: «Abbiamo utilizzato un metodo innovativo – spiega Piccini – ovvero un bando per curatori che avessero età inferiore ai 35 anni. Sono arrivati molti progetti e una commissione di esperti ha scelto il vincitore». E’ la sua Piancastagnaio – eletta lo scorso anno piccola città per l’arte – a sfidare il jazz e il teatro con un’offerta da far invidia alle grandi città italiane. E la proiezione verso l’infinito che unisce la doppia anima della Rocca – sguardo e difesa – fa da cornice all’esposizione che si apre domani. Ad occogliere i visitatori però ci sarà un’altra opera d’arte «La cornacchia» di Francesco Carone. Si tratta di una corona dorata appoggiata sulla cima del cipresso – spiega l’autore in conferenza stampa – che allude al ritmo verticale che caratterizzerà il percorso espositivo. «Come mi è venuta in mente? – dice l’autore – Non faccio opere politiche anche se l’arte è un gesto politico. Ho fatto anche un’altra opera: una testa incoronata decapitata. Forse è il mio lato anarchico che viene fuori. Taglio le teste e incorono un cipresso. L’albero che si trova nei cimiteri. E’ il passaggio dalla vita alla morte». C’è tanto da scoprire nella Rocca, dalla corte interna con la scultura Ugolino di Namsal Siedlecki (realizzata in zolfo) alla quale fa da contraltare – al piano superiore – il video «L’Eccezione» di Ra di Martino. Poi un camino acceso introduce «La salamandra» di Carone e nelle sale degli altri livelli da «Angels don’t sleep» di Banchelli a ’White Shadows in the South Seas’. All’ultimo piano «La tigre» di Carone con una serie di stalagmiti in ceramica che accompagnano lo sguardo verso l’alto. Infine il video ’The picture of ourselves’ con una ragazzina sospesa come se fosse calata dall’alto; il suo sguardo osserva il mondo da una prospettiva rovesciata, stupita e destabilizzante.
Michela Berti





