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28 Marzo 2026
A muso duro
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Apre oggi, sabato 28 marzo, alla Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio la mostra Osservatorio: Mormorii, curata da Mirco Marino in collaborazione con Antonella Nicola, con opere di Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino e Namsal Siedlecki. È il primo risultato concreto del bando che il Comune ha promosso per portare l’arte contemporanea negli spazi della fortezza medievale, rivolto esclusivamente a curatori under 35. Dodici proposte arrivate da tutta Italia, una commissione di esperti, un vincitore. Un metodo, non solo un evento.
La copertura mediatica che ha accompagnato l’inaugurazione è ampia e, per una mostra in un borgo di montagna dell’Amiata, insolita. Vale la pena farne il punto.
Il primo a muoversi, già a novembre 2025, è stata la Gazzetta di Siena, con una doppia uscita: prima un’intervista approfondita al curatore Marino in cui veniva delineata la filosofia del progetto — la Rocca come luogo “ossimorico”, insieme difensivo e panoramico, con un percorso ascensionale dal basso verso l’alto, dalle prigioni alla terrazza — poi, a ridosso dell’inaugurazione, un secondo pezzo con il titolo “Quattro artisti trasformano la torre di Piancastagnaio in un percorso tra memoria, paesaggio e percezioni”. Nella stessa fase di avvio anche Siena News e SienaPost avevano dato la notizia dell’esito del bando, sottolineando il dato dei trentamila euro di contributo comunale e la partecipazione nazionale alle candidature.
Il 19 marzo è arrivata La Nazione, edizione di Siena, con un articolo in cronaca — non in cultura, particolare non secondario — intitolato “Rocca Aldobrandesca. La Torre si trasforma”. Testo sobrio, nessun giudizio critico, ma la presenza sulla Nazione segna il salto dalla stampa locale specializzata al quotidiano generalista di riferimento regionale.
Il 27 marzo, giorno della presentazione ufficiale al Palazzo della Provincia di Siena, la copertura si è fatta più densa. La Repubblica di Firenze ha pubblicato un articolo sull’evento, portando la mostra per la prima volta sull’edizione regionale del principale quotidiano nazionale. Alla conferenza stampa in Provincia erano presenti anche le due televisioni locali senesi, Siena TV e Canale 3, che hanno mandato in onda servizi nei rispettivi notiziari. È una presenza significativa: la tv locale raggiunge un pubblico diverso dalla carta stampata, più capillare e meno specializzato, e la scelta di dedicare un servizio a una mostra d’arte contemporanea in un paese dell’Amiata non è scontata.
Nello stesso giorno il blog pierluigipiccini.it ha pubblicato un resoconto della conferenza stampa — “L’arte contemporanea sposa il gotico” — con le dichiarazioni degli artisti e del curatore, e con la frase dell’assessore alla cultura che sintetizza la scommessa politica dell’operazione: «È possibile costruire occasioni di ricerca e confronto anche nelle aree interne».
A completare il quadro della stampa territoriale è intervenuta Amiatanews, il sito di riferimento per tutti i Comuni del Monte Amiata e della Val d’Orcia, con un articolo che si apre con una constatazione netta: «La Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio si addice all’arte contemporanea. Non è un semplice contenitore ad uso espositivo: è un luogo che dialoga con la creatività e la progettazione.» La presenza su Amiatanews non è un dettaglio: è il giornale che leggono gli abitanti del territorio, il pubblico di prossimità, quello che poi concretamente viene o non viene alla mostra.
Sul sito della galleria SpazioA di Pistoia — che rappresenta Francesco Carone — è comparsa una pagina dedicata, segnale che l’evento è entrato nel circuito delle gallerie d’arte contemporanea toscane di riferimento.
Sul blog dell’assessorato sono comparsi, nell’arco di pochi giorni, cinque pezzi distinti: una scheda storica sulla Rocca, un resoconto del bando, il pezzo sulla conferenza stampa in Provincia, un testo critico su Carone e la sua corona dorata tra i cipressi, e infine una versione in inglese dello stesso testo — scelta non abituale per una comunicazione istituzionale locale, evidentemente pensata per raggiungere il pubblico internazionale degli artisti e delle gallerie coinvolte.
Il quadro complessivo è quello di un’iniziativa che ha saputo costruire una progressione comunicativa nel tempo, dalla notizia del bando all’annuncio del vincitore fino all’inaugurazione, coinvolgendo tutti i livelli del sistema mediatico: la stampa di territorio con Amiatanews, quella provinciale con Gazzetta di Siena, Siena News e SienaPost, quella regionale con La Nazione e Repubblica Firenze, la televisione locale con Siena TV e Canale 3, e il circuito specializzato dell’arte contemporanea con SpazioA. Una mostra in un piccolo comune dell’Amiata che attraversa l’intero spettro dei media, dalla tv locale al quotidiano nazionale, non è un esito scontato. È il risultato di un metodo — il bando pubblico, la commissione, i curatori giovani, la presentazione istituzionale in Provincia — che ha prodotto non solo una mostra ma una storia raccontabile.
La mostra resterà aperta fino al 26 luglio.





