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Cesar spa invia un tir per portare via i roller container per caricare la merce I lavoratori bloccano l’autoarticolato e l’ingresso dell’area: sciopero immediato
di Giuseppe Serafini
PIANCASTAGNAIO Cesar Spa rompe la tregua concordata in sede regionale in vista dell’incontro del prossimo 6 maggio nel Comune di Piancastagnaio tra il consigliere regionale delegato alle crisi industriali Valerio Fabiani, i sindacati di categoria Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Uiltucs Toscana area Siena, i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Piancastagnaio assieme alla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti e al presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Valdorcia Niccolò Volpini. L’azienda ha ordinato infatti il prelievo dei roller container, cioè i carrelli in acciaio in uso all’interno del magazzino per il trasporto e lo stoccaggio delle merci. Un’atto che ha scatenato la reazione dei 56 operai e impiegati che si trovavano all’interno dei magazzini intenti alla preparazione delle merci che poi l’azienda non intende richiedere più per il rifornimento dei negozi ’Acqua&Sapone’. Una reazione dura e composta come è ormai quella degli operai in lotta da giorni per mantenere il presidio produttivo e scongiurare la perdita occupazionale che metterebbe in ginocchio l’economia della zona gettando nell’incertezza e nella crisi più profonda 56 famiglie provenienti da diversi paesi dell’Amiata e del versante umbro-laziale. L’arrivo di un enorme autotreno è stato bloccato all’esterno dello stabilimento, mentre tre grossi camion di servizio sono stati posizionati davanti ai portoni di ingresso a evitare il transito del mezzo container dentro l’area aziendale, dove sono ammassati i roller per il carico delle merci. E subito è scattato lo sciopero di due ore indetto dai sindacati . L’azienda ha risposto che da oggi in poi invierà un autotreno al giorno per caricare e portare via i roller. E ha anche minacciato ritorsioni verso i dipendenti. «È purtroppo una sfida che Cesar ha lanciato senza validi motivi dopo che era stato deciso un fermo a ogni iniziativa in attesa dell’incontro concordato in sede regionale – hanno detto i rappresentanti della Rsu interna alla fabbrica – e questo non lo possiamo assolutamente accettare, per questo continuerà la nostra lotta in difesa del posto di lavoro». Il grosso autotreno ha aspettato dietro direttive aziendali fino alle 16,30, quindi gli operai hanno esteso a tre ore lo sciopero vigilando attentamente in un clima ormai surriscaldato e proteso a un lungo braccio di ferro tra lavoratori e l’azienda, che si mostra decisa ad andarsene e a nulla concedere entro il prossimo 31 maggio.
L’ACCORDO VIOLATO Il 6 maggio era fissato in Municipio l’incontro tra istituzioni, sindacati e società con Fabiani





