
Il 25 aprile è la festa di tutti. E guai se non lo fosse
21 Aprile 2026
Tre euro a testa
21 Aprile 2026
Appuntamento il 6 maggio a Piancastagnaio per parlare del futuro del sito
PIANCASTAGNAIO «Stiamo vigilando perché la merce all’interno dei magazzini non venga prelevata dai camion della Cesar e di conseguenza si attui lo svuotamento che prelude al definitivo abbandono del centro produttivo di ’Acqua & Sapone’ a Piancastagnaio. Non possiamo permettere che venga portato via un patrimonio che rappresenta il lavoro e soprattutto la sopravvivenza economica di 56 lavoratori e delle nostre famiglie». E’ l’amaro sfogo di un dipendente di ’Acqua & Sapone’ dopo l’assemblea sindacale ieri a Casa del Corto voluta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana area Siena assieme alla Rsu e ai dipendenti del sito produttivo. Un’assemblea in cui è stata presa in considerazione l’idea di una marcia di protesta che dovrebbe confluire sotto il municipio di Piancastagnaio il 6 maggio dove alle 14 si terrà un nuovo tavolo di crisi regionale, cui saranno presenti i sindaci del comprensorio amiatino, il consigliere delegato per le crisi aziendali Valerio Fabiani, il sindaco di Piancastagnaio Franco Capocchi, la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il presidente dell’Unione dei Comuni Niccolò Volpini. Sarà presente anche la Cesar Spa. Gli operai sono stati informati di quanto deciso giovedì a Firenze durante l’incontro in Regione Toscana: un muro contro muro in cui ogni decisione è stata rimandata all’incontro del 6 maggio, anche se da parte di Cesar la volontà è quella di chiudere irrevocabilmente entro il 31 maggio il sito di Casa del Corto. Anzi, secondo voci che circolano tra i dipendenti, la disdetta dei locali sarebbe già avvenuta nelle scorse settimane. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana in un comunicato hanno manifestato il proprio rammarico per il fatto che dall’inizio del mese venga di fatto negata la possibilità ai lavoratori di effettuare spedizioni verso i punti vendita. I sindacati guardano con attenzione e speranza alla convocazione del tavolo delle trattative, interpretandola come un possibile segnale di apertura verso la ricerca di una soluzione condivisa, con l’idea che possa esserci continuità produttiva nel sito di Piancastagnaio. «In un’ottica di responsabilità – prosegue la nota sindacale – le maestranze hanno dichiarato la propria disponibilità a non intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione fino alla data del 6 maggio, confidando che anche l’azienda si sostenga dall’adottare azioni unilaterali che possano compromettere il percorso di confronto. Le organizzazioni sindacali, forti delle posizioni dei lavoratori, delle istituzioni e anche della politica, che trasversalmente ha mandato segnali di attenzione alla vicenda, saranno in prima linea a vigilare sulla vertenza e a trattare qualsiasi soluzione che abbia come obiettivo la salvaguardia del sito produttivo e il mantenimento dei livelli occupazionali». Alla lotta dei 56 dipendenti si sono unite tutte le realtà associative di Piancastagnaio, compresa la Comunità Parrocchiale che attraverso una lettera dei sacerdoti durante la Pasqua ha voluto esprimere condivisione, preoccupazione e partecipazione viva alla situazione di incertezza e precarietà di queste famiglie.
Giuseppe Serafini





