
Il memorandum di Versailles
19 Giugno 2026
Camillo Ruini, il cardinale che volle la presenza
19 Giugno 2026«L’opas su Mps? Governo neutrale. Ma per Intesa possibili prescrizioni»
Il ministro Giorgetti: il golden power è per l’interesse pubblico. Tutelare i territori
ROMA Il governo è neutrale, ma si riserva la possibilità di utilizzare il golden power. A dirlo è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riferendosi al destino di Mps, in ballo tra la proposta di acquisto e scambio da 31 miliardi di euro, avanzata da Intesa Sanpaolo in cordata con Unipol, e l’offerta di fusione di Banco Bpm. «Noi siamo neutrali, però il golden power valuterà e in astratto può anche capitare di dover valutare se in quelle condizioni ci sono delle prescrizioni da fare», osserva Giorgetti, rispondendo ai parlamentari durante la sua audizione a Palazzo Madama in commissione di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Su un ipotetico esercizio del golden power del governo il titolare del Tesoro tiene a specificare: «Le prescrizioni ci possono essere, soprattutto anche per garantire la concorrenzialità, l’assistenza alle pmi, e a livello territoriale la presenza di una competizione».
Ma la precisazione non soddisfa Cristina Tajani, senatrice del Pd e vicepresidente della commissione sul sistema bancario. «Abbiamo ascoltato il ministro affermare che, nella posizione neutrale del governo, potrebbero esserci, in astratto, prescrizioni golden power per l’Opas fatta da Intesa San Paolo su Mps. Siccome — incalza Tajani — il ministro deve essere arbitro e non giocatore, mi auguro che voglia precisare le sue parole altrimenti chiederemo che il governo venga in Parlamento a spiegare il senso delle sue affermazioni». In realtà Giorgetti si è soffermato a lungo sul tipo di approccio seguito dall’esecutivo rispetto al risiko bancario. «Non è che il governo usa il golden power così a casaccio: è uno strumento molto delicato, ci deve essere l’interesse pubblico. Credo che la sentenza del Tar abbia dato una indicazione di quello che è corretto fare nel futuro», sostiene, riferendosi all’offerta dello scorso anno di Unicredit su Bpm. Tanto che ora il medesimo criterio di interesse pubblico potrebbe valere per Intesa Sanpaolo. Durante l’audizione viene rivendicato dal ministro il salvataggio della banca senese grazie all’intervento dello Stato. «Mps era una Cenerentola, non la voleva nessuno, poi piano piano è cominciata a diventare interessante. Oggi le azioni valgono 10 euro».
Cessione in blocco
«Cederemo in blocco
la quota con
un collocamento
delle azioni di Siena»
Uno scenario che prefigura l’uscita del Tesoro dal capitale di Mps, sebbene con tempistiche da definire. «Andrà valutata la finestra di mercato più opportuna per massimizzare l’incasso». Il valore della quota si aggira intorno a 1,6 miliardi di euro e la modalità di cessione potrebbe essere il cosidetto accelerated bookbuilding già utilizzata dal Tesoro. «I consulenti finanziari che seguono il Tesoro confermano che l’Abb resta una delle migliori soluzioni in termini di trasparenza», spiega Giorgetti. Sulla partita che vede i francesi di Crédit Agricole in manovra per salire al 30% di Banco Bpm la domanda è se il governo interverrà con il golden power. Nel rispondere Giorgetti se la cava con una metafora calcistica. «Faccio una battuta, prendetela per quello che è: qualora l’Italia partecipasse ai mondiali, se c’è Italia-Germania, io tifo Italia, se c’è Italia-Francia, io tifo per l’Italia, chiaro? Dopodiché le regole sono regole, ma questo è un discorso che penso valga per tutti». Le due ore di audizione servono anche per dire che la mancata nomina di un presidente in Consob, ormai vacante da tre mesi, è «una anomalia» e che se potesse procederebbe «per forzare la mano». Un’ultima battuta è riservata alla legge sui capitali. «È stata una riforma titanica. Ci possono essere cose che non funzionano? Assolutamente sì. C’è la disponibilità a verificarne la manutenzione? Assolutamente sì».
L’incasso
«I tempi? Va valutata
la finestra di mercato per massimizzare l’incasso»





