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15 Settembre 2026Il valore prestato: perché le offerte del Monte reggono solo finché regge l’assalto di Intesa
di pierluigi piccini
Il cuore della vicenda si può dire in poche mosse. Il Monte vuole comprare Banco Bpm e Banca Generali, ma non paga in contanti: paga con azioni proprie, dando ai soci delle due banche titoli Mps in cambio delle loro quote. Tutto dipende allora da quanto vale l’azione Mps, perché è quella la moneta con cui Siena fa la spesa.
Consob ha chiesto di tornare al 5 giugno, l’ultimo giorno prima che Intesa entrasse in scena, e proprio lì viene fuori la cosa scomoda. A quei prezzi le offerte del Monte non erano affatto generose: erano a sconto, meno 8,1 per cento su Bpm e meno 3,2 su Generali, con punte che sfiorano il meno 10 guardando le medie dei mesi precedenti. In parole povere, chi avesse accettato ci avrebbe rimesso invece di guadagnare. Nessun premio, semmai un prelievo.
Poi arriva Intesa, che lancia la scalata su Mps offrendo un premio del 12,5 per cento, e questo fa salire l’azione senese. Ma siccome quell’azione è la moneta con cui il Monte compra, di colpo la moneta vale di più: le stesse offerte, misurate all’11 settembre, sembrano ora vantaggiose, con un premio del 3,4 per cento su Bpm e addirittura del 12,8 su Generali. Ecco il trucco ottico. Il valore che rende buone le offerte del Monte non lo ha creato il Monte, lo ha creato Intesa, cioè chi lo sta attaccando. È come voler comprare la macchina del vicino pagandola con azioni proprie: se qualcuno lancia un’offerta su di te e fa schizzare in alto quelle azioni, la tua proposta al vicino sembra improvvisamente ricca, ma solo finché dura la scalata. Togli Intesa dalla scena e tutto si sgonfia, il premio sparisce e resta lo sconto di partenza.
L’ultimo punto è quello che pesa di più. Il Monte dice che andrà avanti comunque, anche se Intesa dovesse prenderne il controllo prima che le offerte si chiudano. E qui la domanda diventa semplice: potresti avere un Mps già in mano a Intesa che continua a portare avanti operazioni pensate proprio per sfuggire a Intesa. Chi comanda davvero, a quel punto? Chi ha deciso le offerte non è più padrone di sé, e la moneta con cui compra è ormai di un altro. In una riga: prima dell’assalto quel valore non c’era, è l’assalto stesso a fabbricarlo, ed è per questo che non tiene.





