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Mariella Baccheschi
PIANCASTAGNAIO
Da qualche giorno sono apparsi cinque lupi in bronzo nei pressi della Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio. Sono opere di Davide Rivalta, oggi tra gli artisti italiani più riconosciuti sulla scena internazionale nel campo della scultura monumentale e dell’arte pubblica. Da anni si concentra sulla figura animale, che non tratta come soggetto decorativo o allegorico, ma come presenza fisica capace di entrare in tensione con il luogo che la accoglie. I lupi non illustrano nulla: stanno, abitano lo spazio aperto, ne misurano il silenzio e il rapporto con il paesaggio circostante. “Rivalta – spiega l’assessore alla cultura Pierluigi Piccini – ha costruito gran parte del suo lavoro intorno all’animale: rinoceronti, bufale, leonesse, gorilla, e i lupi. Bestie modellate in studio e fuse in bronzo, lasciate volutamente nel loro non-finito – la superficie che trattiene il gesto delle dita nella creta, gli strappi, la materia ancora viva. Ma il cuore della sua poetica non è la forma, ma la collocazione. Niente piedistallo, niente diaframma che dica questa è arte, guardatela da lontano. Stanno per terra, dove camminiamo e non li guardiamo: li incontriamo”.
La curatrice del progetto Antonella Nicola osserva: “Si tratta di cinque sculture di lupi di dimensioni naturali che l’artista ha installato nel cuore del paese, innescando un dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e identità del territorio. L’intervento si inserisce in un contesto di straordinaria ricchezza culturale e ambientale: Piancastagnaio – con la Rocca, il Palazzo Bourbon del Monte, il Borgo e le preziose fonti – vive sul margine col bosco, tra civiltà e natura, tra storia umana e geografia dell’Amiata. Non è difficile, allora, trovarsi a tu per tu con il selvatico, che non è soltanto ciò che vive fuori dalla città o ai margini dell’abitato. È una memoria profonda di primitive relazioni, radicata nell’inconscio, che resiste sotto la superficie della vita contemporanea”.
Mirco Marino, curatore della mostra Osservatorio: Mormorii, annota che “i lupi di Davide Rivalta hanno seguito un istinto. In quella tranquillità che può esistere solo come negazione della ferocia, si cela un’istintualità tanto interna quanto esterna al lavoro. Eccoli che si avvicinano al paese, ai luoghi mondani, dove la vita umana è stata creata ponendo barriere da quella animale. Eppure, con naturalezza, loro sono arrivati”.
Appuntamento domenica 21 giugno a Piancastagnaio alle ore 16 per la inaugurazione ufficiale della installazione Wild dei cinque lupi di Davide Rivalta, che si protrarrà fino al 31 dicembre. In programma anche la presentazione del catalogo della mostra Osservatorio: Mormorii, e la consegna alle Contrade di Piancastagnaio degli stendardi realizzati dagli artisti della mostra, un gesto che lega l’opera contemporanea alla memoria viva del paese e alle sue tradizioni.




