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13 Giugno 2026
Il nome
13 Giugno 2026PIANCASTAGNAIO. Si apre la ’Bella Stagione’. L’assessore Piccini «Il valore delle frazioni»
Festival diffuso nel comune di Piancastagnaio nel ricordo di Dante Cappelletti «La cultura non è solo spettacolo ma anche capacità di interpretare il presente»
Portare il teatro contemporaneo, il canto tradizionale e gli spettacoli di strada nei paesi di montagna, come idea di comunità. È questo il senso de La Bella Stagione, il festival diffuso che torna a Piancastagnaio dal 10 al 24 luglio con quattro appuntamenti nelle frazioni di Tre Case, Saragiolo, Quaranta e Casa del Corto. Un progetto promosso dal Comune dedicato alla memoria del critico teatrale pianese Dante Cappelletti, a trent’anni dalla sua scomparsa. Ne parliamo con l’assessore Pierluigi Piccini. «In un comune di montagna le frazioni non sono periferie. Portare qui un festival significa riconoscere che la vita culturale non deve essere concentrata nel centro». La Bella Stagione, direzione artistica di Valeria Pinzi e lavoro grafico di Michele Scalacci, e mette al centro i luoghi e le persone: «Il tema è il tempo che passa, i ricordi che restano, ciò che scegliamo di condividere. Da una parte ci sono due monologhi teatrali che parlano della fragilità umana e della memoria; dall’altra il fuoco e il canto, che rappresentano da sempre momenti di incontro e di comunità». Si parte il 10 luglio a Tre Case con La malattia dell’ostrica di Claudio Morici. Il 12 luglio a Saragiolo arriva la compagnia Crème & Brulè con Danza, Fuoco & Romanticherie, uno spettacolo per tutte le età che unisce clown, danza e fuoco. Il 19 luglio a Quaranta sarà la volta di Francesca Sarteanesi con il monologo Sergio. La chiusura è prevista il 24 luglio a Casa del Corto, nell’ambito della Festa della Trebbiatura, con il concerto dei Tenores di Orosei nella Chiesa del Sacro Cuore. La serata finale sembra racchiudere il senso dell’intero festival. «Il canto a tenore della Sardegna incontra una delle feste più identitarie della nostra montagna». Il festival è dedicato a Dante Cappelletti. «Abbiamo voluto ricordare una figura importante per la cultura teatrale italiana e per Piancastagnaio. Dedicare una rassegna a un critico teatrale significa affermare un’idea precisa di cultura: non soltanto spettacolo, ma anche riflessione, studio e capacità di interpretare il presente». La bellezza «non è una prerogativa delle grandi città – chiude Piccini –. Anche una comunità di montagna può produrre cultura di qualità e farlo partendo dai propri luoghi. La Bella Stagione è questo: una promessa al territorio, la dimostrazione che le frazioni non sono margini, ma parte viva del nostro futuro».





