Anche l’anno prossimo è prevedibile che andrà, e che la Terra continuerà a girare intorno al Sole, questo mi sento di sostenerlo senza dubbi di essere smentito su tempi brevi. Sia che sia piatta, sia che sia sferica. In caso contrario, cioè che la Terra si fermasse, secondo me casca, nonostante le concezioni fisiche attuali lo vietino (le cose non cascano più nella fisica attuale).

Anche se non riesco a capire dove caschi. Ma sicuramente se è piatta, per capirsi, longitudinalmente, cioè come un piatto appoggiato alla tavola, cadrà molto lentamente per questioni di attrito coi venti cosmici, che la faranno un po’ navigare di qua e di là nella sua caduta; se invece è piatta, sempre per capirsi, verticalmente, cadrà giù in frettissima; se è sferica, come sostiene buona parte dell’umanità che ha titoli di studio più alti, cadrà giù a una velocità intermedia tra le due. Ma secondo me continua a andare per la sua strada ancora per un po’, come negli ultimi due o tre miliardi di anni.

Quasi sicuramente, sempre l’anno prossimo, continueranno a esistere anche malattie non-covid e covid-peggiori, come infarti, tumori e ictus, e a questo proposito si vorrebbe far notare che l’influenza si è incattivita perché non ne poteva più che nessuno prendesse più l’influenza e tutti prendessero il Covid e quindi, come nelle migliori pressioni selettive, si è smaliziata e è tornata a influenzare a grandi numeri con tosse, mal di testa, naso chiuso, abbondanza di catarro e febbre fastidiosa anche superiore a trentotto e cinque. Sugli altri mali covid-peggiori non so cosa dire perché non ho dati freschi a mia disposizione anche perché c’ho già un’età in cui mi fa un po’ paura leggerli.

Nonostante l’aumento del prezzo del metano, e gli altri numerosi disagi che possono sempre capitare, sono sicuro che anche l’anno prossimo l’uomo rimarrà bipede, anche perché non si possono buttare via in poco tempo, come potrebbero fare soltanto dei cretini, gli sforzi fatti da miliardi di nostri antenati per stare in equilibrio sulle zampe posteriori, che stavano trasformandosi in gambe, mentre le zampe davanti stavano trasformandosi in braccia, con alla fine delle mani libere, e basterebbe guardare i nostri cugini scimpanzé, bonobo e gorilla, che non si sforzavano di diventare bipedi come noi e, non sforzandosi, apparentemente avevano una vita più spensierata, secondo alcuni più in armonia con la natura, sempre lì felici a non fare un cazzo e ridere, mentre guardavano l’uomo che si sforzava di diventare bipede e iniziava anche a farsi dei vestiti, mentre i gorilla e gli scimpanzé si erano tenuti la pelliccia; e invece che fine hanno fatto i gorilla e gli scimpanzé a forza di fare i fannulloni?

È vero che hanno imparato a infilare bastoncini nei formicai, tirarli fuori e leccarsi le formiche, che forse è una prima forma di lavoro.

Ma poi? Si sono fermati lì e sono vicini all’estinzione, come i giaguari e i leopardi e altri mille quadrupedi, mentre noi lanciamo le sonde su Marte a forza di esserci sforzati a camminare su due zampe. Certo quando si fa sesso in certe posizioni forse sarebbe meglio essere proprio quadrupedi, ma noi anche se siamo bipedi riusciamo ancora a metterci su quattro zampe alla meglio.

E comunque non varrebbe il cambio, perché puoi sempre accoppiarti anche nelle altre posizioni. Quindi secondo me le masse, anche per l’anno prossimo, non saranno disposte a lasciare il bipedismo.

CIBO IN CARNE E OSSA

Si continuerà, anche per l’anno prossimo, a preferire una lasagna in carne e ossa, o una tagliatella al ragù in carne e ossa, o uno stinco di maiale in carne e ossa cotto nel latte e rosmarino (a Modena usa così) a una più pratica lasagna liofilizzata in comodissime pastiglie che puoi tenere nella tasca della giacca, come quelle che mangiano quei tipi che vanno nello spazio, e si possono infilare in bocca direttamente e buttar giù con un dito di acqua, senza neanche avere sporcato un piatto, una forchetta e delle pentole? Credo di sì.

Le masse, che son sempre retrograde, continueranno a preferire la lasagna in carne e ossa anche se poi devi lavare piatto, forchetta e pentola. La massa, se ha due soldi in tasca e non ha voglia dopo di lavare piatto, forchetta e pentola, va a mangiarsi la lasagna in carne e ossa all’osteria, dove piatto, forchetta e pentola li lava il lavapiatti in cambio di un salario. E dopo la lasagna, si mangia anche lo stinco, già che c’è. Sempre in carne e ossa.

Da questo dovremmo trarre la conclusione che la massa tipica del 2023 non voglia andare sulla Luna o su Marte? Non lo so, mi sembra eccessivo. Certo che coi soldi di un biglietto navicellare per la Luna si comprano un sacco di altre cose che magari qualcuno può ritenere più utili o piacevoli, e guardarsi la Luna e Marte su internet, che l’hai già pagato. Per di più quello che mi chiedo è: non è che se ti metti a mangiare le tagliatelle al ragù in pastiglie come gli astronauti, dopo per riuscire a andare in bagno devi mangiarti tutti i giorni dieci cucchiai di crusca per avere un po’ di fibre per la cacca?

Anche per l’anno prossimo, secondo me, i padri continueranno a litigare con i figli, le figlie con le madri, le madri con i padri, i figli coi fratelli o le sorelle, i fidanzati con i fidanzati, le coppie con sé stesse, perché tutti questi sono persone che si vogliono bene e quindi litigano, e quando, dopo tre ore, perché ormai sono sfiniti, i genitori smetteranno di litigare coi figli, allora saranno i figli che dopo tre minuti di relativa calma inizieranno a rilitigare coi genitori e quindi continuerà a esserci ancora quella specie di moto perpetuo del malumore tra chi si vuole bene che fa apparire la famiglia come la principale istituzione naturale della società umana, quel nido in cui gli umani si formano e crescono, e poi si vogliono bene e di conseguenza litigano perché ogni istituzione, naturale o artificiale che sia, è un po’ un baraccone, così ci si vuol bene e allora si litiga tra le diverse generazioni e anche all’interno della stessa. Ma lì non c’è molto da fare, visti i precedenti, cioè: Caino e Abele, Romolo e Remo, Laio e Edipo, Medea e così via: tutti si volevano bene e quindi litigavano dentro la loro famiglia.

NIENTE EFFETTO LAZZARO

Poi vorrei aggiungere anche questo: probabilmente i morti rimarranno morti anche per l’anno prossimo.

A meno che a un certo punto non inizino a verificarsi casi di questo tipo: per esempio una signora va al cimitero a mettere dei fiori sulla tomba di suo marito, e a un certo punto le sembra di sentire bussare, allora inizia a girare per capire da dove vengono queste bussate, trova la tomba da cui bussano. Allora chiede: “Ma chi è che bussa?” e sente dire: “Potrebbe farmi aprire la tomba, che è un po’ son qua chiuso dentro?”. La signora risponde: “Aspetti che vado a cercare il custode”. Cerca il custode. Il custode arriva, la signora gli dice: “Bussano da dentro una tomba. Vogliono uscire.”. Aprono la tomba, così sto signore esce dalla sua tomba. Loro gli dicono: “Ma è stato sepolto vivo?”. Lui dice: “Non credo. Mi sembrava proprio di star per morire, quando sono morto”. Poi chiede: “Ma in che anno siamo?” “Siamo nel 2023”. E il morto dice: “Ma no. Allora ero proprio morto. Son morto nel 2017. Come facevo a stare sei anni vivo, chiuso in una tomba? E adesso che son risorto che cazzo faccio?”. E così tutti i giornali iniziano a parlare di questo signore, che sarebbe risorto, e diventa un caso.

Ma poi, dopo una settimana ne risorge un altro, poi iniziano a risorgere a cinque o sei al giorno. Entro un mese risorgono dalle cinquanta alle cento persone al giorno, nei cimiteri è tutto uno scoperchiamento di tombe.

Prenderebbe così il via il famoso Effetto Lazzaro, cioè questo fatto che uno muore, tutti sono tranquilli che è morto, invece un bel momento risorge, e saltano fuori vari casini: il nipote è andato a vivere nella casa del nonno, adesso il nonno rivuole la casa; il figlio ha venduto la macchina della madre morta perché non voleva mantenere tre macchine, adesso la madre risorta la rivuole; un vedovo aveva iniziato a fare sesso con un’altra signora, la moglie risorge. Il diritto va riaggiornato per le resurrezioni. Anche l’Inps si allarma, che stanno riprendendo a sballarle i conti, perché i risorti dicono di avere di nuovo diritto alla pensione. E così via.

È DAVVERO IL 2023?

Queste previsioni, a mio giudizio anche precise e quasi inconfutabili, erano per il 2023. Ma siamo poi tutti convinti che siamo nel 2023? Perché per esempio se aveva ragione Roma (e siamo poi certi che Roma sia caduta?) siamo quasi nel 2775. Mentre se avevano ragione gli ebrei, siamo nel 5783. Ma se ha ragione Maometto siamo nel 1443.

Secondo i tibetani non lo so, ma saremo almeno nel 4719. Mentre seguendo una deriva assolutamente individualistica (mia) saremmo nel cinquantasette non finito, perché io compio gli anni in luglio come Giulio Cesare, e quindi il 6 luglio 2023 diventerebbe il primo gennaio 0058. In queste condizioni non è mica facile capire cosa succede l’anno prossimo.


Questo pezzo di Ugo Cornia esce in contemporanea su «The Italian Review», una un rivista culturale online diretta da Andrea Gentile che indaga il contemporaneo attraverso contenuti originali di autrici e autori italiani e stranieri. Per il fine anno e l’inizio del 2023 «The Italian Review» pubblica “L’anno che verrà”,una serie speciale sui desideri e le nostalgie che il tempo produce in noi. Oltre a Ugo Cornia, tra gli altri, anche testi inediti di: Carlotta Vagnoli, Tommaso Ragno, Giulia Pilotti, Carolina Cavalli, Giulio Iacchetti e Laura Morante.