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16 Luglio 2026Quattro frane attive Piancastagnaio in allarme Il sindaco: «Chiedo aiuto A rischio posti di lavoro»
Sulla strada verso la Cassia lo smottamento si allarga a vista d’occhio Il primo cittadino: «Con la via chiusa le aziende non reggeranno il colpo»
Sulla strada che da Piancastagnaio scende verso la Cassia il corpo di frana si allarga di settimana in settimana. Il sindaco Franco Capocchi non usa giri di parole: parla di una situazione «disastrosa» e di una assenza di programmazione che rischia di travolgere l’intero tessuto produttivo del versante amiatino. Sindaco, ci può descrivere la situazione della viabilità dal capoluogo alla Cassia? C’è purtroppo una sola parola per descriverla: disastrosa. Sono presenti almeno quattro situazioni di frana attiva che interessano la carreggiata di valle, e ogni settimana il corpo di frana si allarga. Due di queste si trovano tra la frazione di Casa del Corto e la Cassia. Non parliamo di dissesti stabilizzati, parliamo di movimenti in corso. Quali sarebbero le ripercussioni in caso di aggravamento? È sufficiente che una sola di quelle frane peggiori ulteriormente per bloccare tutto il traffico e chiudere lo sbocco sulla Cassia. Perché il punto è questo: non esiste una viabilità alternativa. Non c’è un piano B. Questo comporterebbe problemi alle aziende del territorio? Non problemi: la chiusura. Non ho dubbi. Le aziende sono già stremate dalla chiusura del traforo Le Chiavi, dalla congiuntura internazionale, dal caro carburanti. Non reggerebbero anche l’interruzione della viabilità. Sono a forte rischio migliaia di posti di lavoro e quello che mi spaventa di più è che non c’è consapevolezza del rischio che stiamo correndo. Lei cosa sta facendo? Ho denunciato questa situazione molti mesi fa, con una lettera al presidente della Provincia e alla Regione. Non ho ricevuto risposte né rassicurazioni. Ma la cosa più grave è che non esiste un programma di interventi che preveda azioni su quelle frane nel breve e nel medio periodo. Sono preoccupatissimo. Come si muoverà nelle prossime settimane? Ho chiesto formalmente che sia iscritto all’ordine del giorno della prima seduta utile un punto avente ad oggetto la definizione, da parte dell’Unione dei Comuni, di una posizione condivisa sui criteri di priorità degli interventi sulla viabilità del versante amiatino, da rappresentare formalmente alla Provincia di Siena. E insieme la richiesta alla Provincia stessa di illustrare alla Conferenza dei Sindaci il proprio programma pluriennale: i criteri adottati e il quadro delle risorse. Vogliamo sapere con quale metodo si decide dove intervenire e con quanti soldi. Nel frattempo ho inviato una seconda lettera informativa sulla situazione al presidente della Provincia e alla Regione. E le aziende cosa dicono? Sono sul piede di guerra. Pretendono sicurezza, pretendono una viabilità adeguata, e ad oggi non vedono programmazione. Stanno pensando ad azioni di forza eclatanti e mi dispiace doverlo dire, ma l’amministrazione di Piancastagnaio sarà con loro a pretendere attenzione. Un territorio che negli ultimi anni ha investito molto sull’attrattività industriale. Sono anni che ci sforziamo di portare aziende nuove, nuovi imprenditori, di costruire un vero distretto industriale. Ma senza infrastrutture tutto questo sarebbe vanificato. Non si chiede a un’impresa di insediarsi dove non si può nemmeno garantire che domani mattina i camion escano dal territorio. È una questione di credibilità, prima ancora che di asfalto.
R.S.





