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8 Settembre 2026Scuola, Valditara smentito dai numeri: i precari sono 302mila
Lavoro La denuncia della Flc Cgil: «il ministero dell’istruzione nasconde i dati». Italia condannata dalla Corte Ue: «Reiterazione illegittima di contratti a tempo»
«Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra». È lo slogan che il ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara ha diffuso urbi et orbi per l’apertura del nuovo anno scolastico. Il tre settembre ha lanciato una card sui social, con tanto di sua firma e poi ha diffuso comunicati e dato interviste. «Abbiamo assunto 206 mila persone tra docenti e personale Ata dal 2023 a oggi, continueremo a farlo e a stabilizzare gli idonei, quest’anno la notizia è: si partirà con tutti i docenti in cattedra», ha affermato sui giornali, sostenendo che il ministero di viale Trastevere avesse trovato la quadra per garantire la continuità didattica, così smentendo gli allarmi dei sindacati della scuola.
Che però insistono, anche perché dalle sedi territoriali cominciano ad arrivare i dati reali e i conti del ministro non quadrano: in Calabria risultano 403 posti vacanti nei principali profili, a fronte di appena 137 assunzioni autorizzate; in Sicilia per ogni assunzione stabile ci sono 12 supplenti (4.906 incarichi a tempo determinato) e a Palermo l’84 per cento delle supplenze è sul sostegno. A Firenze il 60%.
Poi c’è il caso del Nord Italia: secondo i dati diffusi dal sindacato Anief molti insegnanti hanno rinunciato alle cattedre per i costi di trasferimento, vitto e alloggio: 300 in Toscana su 2.000 posti, 383 in Friuli Venezia Giulia su 1.097, 562 in Liguria su 1.407. In Lombardia si registrano migliaia di cattedre scoperte nella scuola primaria. «Il paradosso è trovarsi da un lato centinaia di migliaia di precari storici che mandano avanti gli istituti italiani con stipendi irrisori e senza tutele – ha commentato il coordinatore nazionale di Anief Vito Castellana – e dall’altro avere procedure di reclutamento farraginose, continui concorsi e percorsi abilitanti onerosi che non facilitano l’accesso al ruolo». Ieri è arrivato l’attacco della Flc Cgil: «Valditara nasconde i dati».
Il sindacato della conoscenza della Cgil è più volte finito nel mirino del ministro. Anche in questo caso, il leghista ha accusato l’organizzazione guidata da Gianna Fracassi, di dare sempre gli stessi numeri sul precariato scolastico, invitandoli a rivederli. «Abbiamo raccolto l’invito e verificato con i nostri mezzi, poiché da oltre un anno il Mim non pubblica i dati come sarebbe suo dovere di legge», hanno spiegato. Dai dati allegati, tutti pubblici come quelli del dicastero dell’Economia, la sorpresa è negativa per il ministro: «I precari non sono 200 mila, sono 302 mila e quasi due su tre sono sul sostegno». Una stima, precisano dal sindacato «per difetto e parziale, destinata a crescere». Nel dettaglio: «Il totale dei supplenti nell’anno scolastico 2025/2026 cresce del 12,7% rispetto al 2021/2022, ma la composizione cambia molto di più: le deroghe sul sostegno passano da 65 mila a 145 mila e i supplenti Ata salgono del 39,5% su un organico che nel frattempo è rimasto fermo (219 mila nel 2021/22, 218 mila nel 2025/26).
Quattro anni fa le deroghe su sostegno erano il 29% dei supplenti, oggi sono il 60%». Il Mim non ha ancora diffuso numeri sul personale educativo, «è noto, però, che per il 2026/2027 sono state autorizzate 79 assunzioni su scala nazionale, a fronte di un organico di 2224 posti, di cui 624 vacanti», dice ancora la Flc a dimostrazione che «i precari non sono una invenzione del sindacato». E ricordano che «l’Italia è stata condannata a giugno scorso dalla Corte di giustizia europea per reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato del personale Ata».
Da Valditara, per adesso, nessuna risposta: oggi è a San Paolo del Brasile con il collega Adolfo Urso, impegnati in una missione con le imprese in Sud America.





