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23 Aprile 2026La polemica «Scandalosa», per il presidente della Commissione cultura Jensen, la decisione di permettere alla Russia di riaprire il suo padiglione
Non si placano le polemiche sulla partecipazione della Russia alla 61/a Biennale d’arte di Venezia. A richiedere la revoca della decisione di far partecipare il paese guidato da Putin, oltre al congelamento dei fondi Ue all’istituzione, c’è una dichiarazione firmata da oltre 60 membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e una lettera scritta dal presidente della Commissione cultura, il socialista olandese Morgens Jensen.
«La decisione di permettere alla Russia di riaprire il suo padiglione mentre la guerra d’aggressione contro l’Ucraina è ancora in corso è scandalosa – scrive -. È incompatibile con i valori democratici che le istituzioni culturali di importanza internazionale sono obbligate a rispettare». «Se il supporto genuino per la libertà artistica russa fosse l’obiettivo – continua – la Biennale avrebbe dato voce alle centinaia di artisti, registi e scrittori attualmente incarcerati dallo Stato russo per essersi opposti alla guerra, sono loro che rappresentano l’autentica cultura di una Russia libera».
E poi snocciola numeri: dall’invasione, Putin ha danneggiato o distrutto in Ucraina 1.685 siti del patrimonio culturale e 2.483 infrastrutture culturali. Intanto, il collettivo femminista delle Pussy Riot propone di trasferire a Venezia la mostra di Strasburgo, Resistance Imprisoned, che raccoglie opere di artisti ancora detenuti in Russia, ex prigionieri e autori morti in carcere.





