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7 Luglio 2026L’idea di Baroncelli alla prima assemblea da presidente. Berni (Cgil): non è questa la risposta
La Toscana deve essere reindustrializzata e la leva strategica individuata dalla nuova presidenza di Confindustria Toscana Centro e Costa sembra essere quella delle «tecnologie duali», in parole più chiare quelle che si prestano a utilizzi sia militari che civili. La linea è apparsa chiara fin dalla lista degli ospiti, in testa il ministro della Difesa Guido Crosetto e Francesco Macrì, neo presidente di Leonardo, che ieri sono intervenuti all’assemblea dei soci dell’associazione degli industriali di Firenze, Livorno e Massa Carrara, la prima per il nuovo presidente Lapo Baroncelli secondo il quale, per «rialzare il tasso industriale» della Toscana, «un obiettivo ambizioso e mobilitante potrebbe essere lavorare ad una piattaforma manifatturiera della sicurezza e delle innovazioni tecnologiche dual use che metta a sistema non solo le eccellenze e le competenze presenti, ma anche quelle che possono riconvertirsi sfruttando la nostra storica “intelligenza industriale”, per consolidare le nostre filiere e renderle più competitive. E va dato vita al distretto dell’aerospazio partendo dai grandi player della tecnologia aerospaziale avanzata come Leonardo e Thales e le loro reti di Pmi subfornitrici».
«Mi riferisco a quell’industria della sicurezza — ha spiegato poi Baroncelli — che si sta configurando come una filiera integrata che combina cybersecurity, tecnologie laser, fotonica e aerospazio. La sfida non è costruire da zero una filiera, ma accompagnarne la crescita, rafforzarne la capacità produttiva e valorizzarne il potenziale. È una straordinaria opportunità di innovazione e di accelerazione tecnologica trasversale, di valorizzazione dei nostri talenti e di occupazione di qualità per i nostri territori».
Dello stesso avviso, prevedibilmente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Se nei prossimi anni dovremo aumentare gli investimenti» nella Difesa «dobbiamo far sì che portino una crescita che non sia solo quella di potenza militare, ma sia soprattutto quella di crescita tecnologica, di produzione, di welfare, di costruzione di ricchezza». Crosetto ha citato l’esempio dei nuovi tank che dovranno essere prodotti con la joint venture paritetica tra Leonardo e il colosso tedesco Rheinmetall: «Vorrei che qualunque parte possibile di quel carro fosse prodotta in Italia, perché se per esempio il motore viene prodotto in Italia il 92% di ricadute è su aziende italiane, quindi so che quell’investimento della Difesa non mi produce solo un sistema di difesa, ma in qualche modo fa crescere l’economia».
Non poteva essere di diverso avviso neanche il neopresidente di Leonardo, l’aretino Francesco Macrì che ha sottolineato come il settore della difesa sia oggi quello più innovativo e la ricerca per la difesa possa produrre nuove tecnologie abilitanti anche per gli impieghi civili: «La storia delle invenzioni ne è piena. Partendo dall’ambito militare si può dispiegare una vera e propria economia dell’innovazione, sostenendo la crescita dei distretti industriali. Abbiamo rapporti con 240 aziende toscane, molto avanzate sul piano tecnico e tecnologico».
Una linea che non piace ai sindacati che preparano per giovedì lo sciopero dell’industria, rispetto ai quali Baroncelli tiene la porta «spalancata» chiedendo di collaborare a un «patto comune». «Riteniamo che, di fronte alla profonda crisi che sta attraversando il sistema industriale toscano, la risposta non possa essere ricercata nell’ipotesi di una riconversione verso produzioni a carattere bellico, né nell’incremento degli investimenti destinati alla tecnologia militare o alla crescita della spesa per la difesa — commenta Fabio Berni della segreteria regionale della Cgil — Il richiamo al tema del dual use rischia di spostare il confronto su un terreno che non affronta le vere cause delle difficoltà produttive e occupazionali della Toscana. I distretti industriali toscani non sono da smantellare o da orientare verso una riconversione bellica, vanno accompagnati nei processi di innovazione, digitalizzazione e transizione energetica».





