
Geotermia e transizione energetica «Il serbatoio di magma sull’Amiata»
15 Aprile 2026
Il cinabro e la patria. La miniera del Siele e le famiglie che tennero insieme il Risorgimento e l’Amiata
15 Aprile 2026C’è una coincidenza che vale la pena segnalare. In questi stessi giorni in cui esce Il fuoco di sotto. Cosmologia dell’Amiata — Effigi Edizioni, collana Microcosmi dei Luoghi — la stampa riporta i risultati di una ricerca pubblicata su Communications Earth & Environment da un team dell’Università di Ginevra con CNR-IGG e INGV: sotto le aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata ci sono volumi di migliaia di chilometri cubi ricchi in fluidi magmatici, a profondità tra otto e quindici chilometri. Corpi magmatici paragonabili a quelli che alimentano i supervulcani.
Sotto di noi, dunque, c’è un serbatoio. Un fuoco di sotto. I ricercatori lo chiamano risorsa per la transizione energetica. Io ho provato a chiamarlo in un altro modo.
Il titolo non nasce da una suggestione folklorica. Nasce dalla convinzione che il fuoco di sotto sia la struttura ontologica di questo luogo — ciò che l’Amiata è, prima ancora di essere ciò che appare. Una montagna quiescente, non morta. Sotto la superficie solida scorre qualcosa che non si è mai del tutto fermato, e questo non è un accidente tecnico sfruttabile: è il carattere del luogo, il suo ethos.
Una cosmologia non vuole essere esaustiva. Vuole essere essenziale: dire la cosa intera nel minor spazio possibile, come fa il fuoco, che occupa poco e scalda molto.
Il fuoco di sotto. Cosmologia dell’Amiata è pubblicato da Effigi Edizioni di Arcidosso nella collana Microcosmi dei Luoghi.





