
Il voto che non decide
26 Maggio 2026
Il futuro che non si misura ancora
26 Maggio 2026
Mariella Baccheschi
Piancastagnaio.
Il tavolo di salvaguardia convocato in Regione Toscana per oggi sulla vertenza Logimer/Cesar- Acqua e Sapone è stato rinviato all’8 giugno, “a causa della scelta dell’azienda di non partecipare in presenza, dichiarandosi disponibile esclusivamente in videocollegamento”. I sindacati Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Uiltucs Toscana area Siena e i lavoratori (avvisati nella assemblea sindacale di venerdì mattina) hanno ritenuto tale decisione “grave, inaccettabile e profondamente irrispettosa verso una vertenza – recita la nota stampa delle tre sigle sindacali – che riguarda il futuro di 56 lavoratrici e lavoratori del sito amiatino ex Logimer, oggi incorporato da Cesar per il marchio Acqua & Sapone”. Aggiungono che “di fronte alla drammatica situazione che stanno vivendo decine di famiglie e un intero territorio, è inaccettabile che un grande gruppo scelga ancora una volta di anteporre logiche organizzative e di profitto al rispetto dovuto alle persone”. E chiedono “risposte immediate e concrete su questioni non più rinviabili. Il ritorno immediato dei roll-box necessari al proseguo delle spedizioni e dell’operatività del sito; il ripristino dei livelli di magazzino; la proroga del contratto di affitto dei locali, in scadenza alla fine del mese; la ripresa di una reale attività lavorativa anche per il personale impiegatizio, oggi presente sul posto di lavoro ma privo di mansioni dignitose e gratificanti”. L’obiettivo primario del sindacato resta la “dignità” dei lavoratori e delle lavoratrici, che rivendicano il loro sacrosanto diritto al lavoro. “Prendersi carico o meno del rifornimento del sito da parte di Cesar sarà un segnale chiaro che evidenzierà la volontà di questo grande gruppo. Se davvero l’azienda intende sostenere un percorso di reindustrializzazione del sito, come dichiarato nei precedenti tavoli istituzionali, allora dimostri con i fatti la volontà di mantenere vivo e operativo questo stabilimento”. La mobilitazione andrà avanti senza arretramenti, tappa dopo tappa, fino alla conclusione della vertenza – è volontà unanime – mantenendo costantemente informata l’opinione pubblica. Perché questa non è soltanto una vertenza sindacale. È una battaglia che riguarda 56 posti di lavoro, la dignità delle persone e il futuro di un intero territorio.





